Cartoni animati

 

La scorsa settimana mi è capitato di parlare di sport nell’infanzia alla radio.

Di certo io non sono un’esperta, anche se fin da piccola ho avuto la fortuna di praticare una serie di sport di ogni genere, ma sono profondamente convinta dell’effetto benefico del praticare un’attività sportiva sulla crescita e sulla mente dei bambini.

Quando avevo circa quattro anni mia madre mi portava in piscina. Ricordo il sollievo che il bordo della vasca dava a quell’annaspare forsennato alla ricerca di un appiglio… la tavoletta e le gambette  che si muovevano… “dai su batti i piedi!”… e pure qualche litro d’acqua e cloro buttata giù tipo bevanda disinfettante ogni tanto… L’attività natatoria venne interrotta per vari motivi tra cui l’arrivo di Attila, mia sorella minore, che gattonando approfittava del momento nello spogliatoio in cui mia madre si distraeva per rivestirmi, per creare il panico spostando, mischiando e confondendo tutte le paia di scarpe degli altri bambini. Il tutto veniva condito da una nuvola di borotalco sapientemente rovesciato qua e là in meno di tre minuti. Mia madre ne usciva provata e sudata come se avesse nuotato lei per un’ora in vasca. Così unanimemente decise di farmi smettere. Seguirono al nuoto il minibasket (chi ha inventato una simile tortura?) il tennis (è stata una mia scelta e tra poco spiegherò dovuta a cosa) e FINALMENTE la ginnastica artistica, coronamento di anni di ricerca e amore a prima vista.

La scelta di praticare il tennis seguì alla messa in onda del cartone animato “Jenny la tennista”, storia di una timida studentessa appassionata di questo sport ma decisamente pasticciona, che però raggiungerà grazie all’abnegazione e a Jeremy (il suo allenatore) risultati incredibili. Ecco, questa non è stata la mia storia tennistica, perché a parte una grande passione per il gonnellino bianco e poca voglia di raccattare decine e decine di palline sparse ovunque per il campo, non c’è molto altro da raccontare. Non sono mai diventata Madame Butterfly ( la giocatrice che quando doveva battere un servizio si innalzava nell’alto dei cieli in una pioggia di riccioli fluenti). Piuttosto un sacco di patate mi somigliava di più. Fine del tennis.

Ma ai cartoni animati sono da imputare molti inizi sportivi. Immagino che parecchi calciatori guardassero Holly e Benji  e non poche pallavoliste siano figlie di Mimì o di sua cugina Mila. Aggiungo anche Hilary la ginnasta, per quanto non mi appartenga come generazione, la guarderei con passione anche oggi, trattandosi di evoluzioni nel campo della ritmica, disciplina affascinante e nella quale in Italia grazie alle "farfalle" siamo finalmente competitivi.

Per associazione di idee, avendo nominato i cartoni animati, mi viene in mente che sono diversi i personaggi estimatori della birra. Tra tutti Homer Simpson e Asterix sono quelli più famosi. Peter Griffin (de “I Griffin”) finirà addirittura a lavorare in una fabbrica di birra nel corso della serie.