Dietro le quinte

 

Allora è andata, dopo quello di Twitter c’è stato anche quello mio vero di compleanno e non posso dire di non essere stata festeggiata, tutt’altro.

Il mio staff  di Rossi di sera che è così composto: un presentatore televisivo deserticamente capelluto, una redattrice con manie compulsive di igiene ed estetica, un regista iperpreciso, scorpione ascendente scorpione (leggi: sympathy) ed acconciato come un’ananas, hanno tramato alle mie spalle per un intero pomeriggio facendomi lavorare ad una scaletta fittizia e quanto mai inutile, mentre ordivano una losca trama alle mie spalle.

Avrei dovuto interpretare quei loro sguardi complici ed ammiccanti attraverso la webcam, sentire la puzza di bruciato quando Rudy usciva di continuo a telefonare, ma no, stavo beatamente pensando ai fatti miei e quindi ignoravo anche i più evidenti segnali, come quando L’Ananasso girava la sua webcam verso il basso per favorire l’entrata di uno dei miei ospiti a sorpresa.

Ma partiamo dall’inizio, sono una persona ordinata e di rado amo le sorprese… almeno sul lavoro. Mi ero preparata ad ospitare un mentalista (studiandone operato e gesta sul sito per diverso tempo nel pomeriggio)  ma improvvisamente mi hanno passato al telefono un mente..catto. Sì Alberto Perego, parlo proprio di te e della tua toccante interpretazione di Happy Birthday to youuuu! Nemmeno io canto così male e ce ne vuole. Non paghi, i tre perfidi cospiratori continuavano a farmi credere che arrivasse il mentalista  quando è arrivato invece Gianni Ciano (alias Baz), noto (sedicente) cantante che ha millantato anche di aver avuto una torbida storia con la sottoscritta. Seguiva poi l’entrata a webcam oscurate di Ivan Zazzaroni, con il quale improvvisavamo una tribuna sportiva degna dei peggiori bar di Caracas, con Rudy che si lanciava in un’improbabile dissertazione sul tifo per le squadre italiane (diverse dalla nostra) in Champions League ed  un successivo momento di totale derisione da parte del nostro esperto di calcio.

Sorvolerò su altre cose personali e mi soffermerò un istante sul povero Joe Bastianich ultra-disponibile ad andare in diretta (da Los Angeles oltretutto) al telefono con una pazza dai capelli rossi che lo insultava dandogli del volgare imitatore. Chi è che diceva “kill your idols”?

Il tutto finiva con una splendida Hit Parade sulle canzoni delle cantanti più brave dell’universo, canzoni che io naturalmente non potrei cantare nemmeno se mi iniettassero Mina per endovena e che ho tentato comunque di interpretare emettendo suoni sinistri di fronte ad un gongolante e perfido giudice calvo di Italia’s got Talent.

Una puntata incredibile, ne sono uscita (davvero) col mal di testa ed un terribile senso di colpa nei confronti di Joe Bastianich (pare che nella lontana Los Angeles abbia dichiarato: “se riparlo con quella al telefono muoro”). Grazie ragazzi, vi amo e poi vi odio e poi vi amoooo (semi-cit). Ma preparatevi alla vendetta…