Non aprite quella porta...

 

La stagione alquanto capricciosa non ci ha ancora portati ad affrontare l’argomento armadi, quindi per via del sole-pioggia-sole, caldo-freddo-caldo, per adesso, almeno io, ho adottato il classico abbigliamento stratificato, indossando dal piumino alla canottiera in un colpo solo, per essere pronta sia a sciare che a sdraiarmi al sole nel corso della stessa giornata. Risultato: un bel blocco alla cervicale.

Qualche giorno fa però, è stata pubblicata una indagine della Doxa sul rapporto Donna- Armadio, analizzando un campione di mille donne tra i 18 ed i 54 anni di età.

I risultati, come sempre sono curiosi, ve ne riporto qualcuno.

Le donne in generale, di qualunque età,ceto e provenienza non sono soddisfatte di quello che c’è dentro l’armadio, solo il 5% riesce ad utilizzare tutti (ma proprio tutti) i vestiti in esso contenuti. E qui mi sento subito chiamata in causa. Accidenti quanto è vero, gli armadi sono sempre stracarichi di roba che per chiuderli devi ingaggiare una lotta grecoromana con gli sportelli, ma dentro non c’è mai  “niente”.

La maggioranza delle donne sceglie al mattino cosa indossare, un 27% invece lo fa la sera. Io non ci riesco a fare quella brava che prende tutte le cose la sera e le mette ben piegate e pronte vicino al letto per usarle la mattina dopo (beata premeditazione!).

Molte hanno capi portafortuna, sì sì sono io! Soprattutto mutandoni della nonna e gambaletti color carne (scherzavo!) però sì, ce li ho questi capi e sono talmente consunti a volte che mi tocca anche diventare la regina del rammendo.

Sei italiane su 10 lavano personalmente i loro capi, riservando ad essi una cura particolare. Mi ci ritrovo, anche in questo, lavo tutto ma non stiro, lo detesto.

Bene amici ed amiche, detto questo vi auguro un felice cambio degli armadi e, per quanto mi riguarda, valgono sempre le tre seguenti personalissime regole:

1-Non comprare una cosa se non ti convince. Se quello che hai appena provato in camerino non ti sembra pressoché perfetto  (nonostante quel maledetto specchio messo lì per ricordarti che la cellulite esiste e ti tallona da vicino) lascialo lì senza rimpianti.

2-Quello che non piace più a te farà felice qualcun altro. Prova a fare un giro di amiche intime e chiedi se desiderano la cosa che non metti più. Potrebbe servire a qualcun altro. O, meglio ancora, potresti donarlo attraverso le varie raccolte che ci sono nelle nostre città.

3- Se una cosa giace da più due anni accanto agli scheletri nel tuo armadio è ora di regalarla. Se quella giacca verde a pois bianchi che hai comprato in un impeto di esaltazione e di autostima non ti si abbina con i leggins leopardati non è colpa tua! Forse dovresti regalarla a qualcuno… C’è però la sottoregola del vintage, “a volte ritornano”… quindi qualcosa conservalo per i corsi e ricorsi della moda.

Io per esempio ho un cappottaccio molto rovinato che stavo per buttare via in uno degli ultimi traslochi, pensavo fosse indegno per quanto era liso. Mi è capitato di indossarlo e di ricevere dei complimenti per il capo, ehm.. vintage. Io lo chiamavo “lo straccio”, fate un po’ voi…