Twitter e compleanni

 

Lo scorso 3 aprile mi sono accorta grazie ad una segnalazione del medesimo, di aver appena compiuto ben tre anni su Twitter. Penso che gli anni tecnologici siano un po’ come quelli dei cani, contano di più, soprattutto se vissuti con una certa intensità.

Questa mia improvvisa vecchiaia, che deve necessariamente portare una altrettanto improvvisa saggezza (altrimenti che cavolo di vecchiaia è?) mi conduce anche a pensare all’evoluzione twitteriana dell’ultimo triennio. Non sono certo una capace di capire le tendenze dei social network, questo no, ma posso fregiarmi del titolo di “twittatrice on air” della prima ora. Molti mi sentirono blaterare di questo uccellino blu alla radio al mattino presto, unendosi al gruppo -dicevano- per “colpa” mia. Altri mi accusarono di percepire emolumenti in denaro,  proprio perché parlavo spesso del mezzo in trasmissione (avranno pagato tutto il mondo vista la diffusione così vasta che ne è conseguita!).

Dal mio canto però si trattò solo di amore a prima vista. Ci furono giorni in cui passai ore ed ore a girare per la timeline, cercando di capire i meccanismi di questo social ed imbattendomi in alcuni jedi, ovvero pezzi grossi per esperienza e follower che mi spiegarono alcuni trucchi e mi aiutarono a capire alcune norme di etica tipo: non chiedere alla gente di seguirti o ritwittarti ( il following non è obbligatorio e consegue ad una libera scelta, proprio come il retweet). Non rispondere sempre alla gente che ti provoca (alcuni cercano la rissa da timeline) quindi taci, oppure dì cose belle e ovvie tipo: “vorrei la pace nel mondo”, “oggi è primavera”, “buon venerdi!” o usa tanto Shazam per sbandierare la tua ignoranza musicale, così almeno tutti ti compatiranno e ti vorranno bene.

Odio twitter nei giorni delle commemorazioni funerarie (rip questo e rip quello, senza alcun criterio di coerenza) lo amo quando si commenta tutti insieme un programma radio, tv o una partita (siamo o non siamo tutti allenatori e/o direttori artistici in Italia?).

Lo odio quando mi fa sapere esattamente dove si trova questo o quello in questo preciso momento (e chissene?) quanta gente lo ha defollowato o lo ha seguito nella settimana (come sopra, chissene) e quale canzone sta ascoltando (idem chissene). Mi piace quando serve a dare info utili durante i momenti difficili, con un’organizzazione scientifica degli hashtag da fare invidia alla protezione civile di un paese evoluto.

Mi piacciono le persone che hanno qualcosa da raccontare. Un po’ meno ‘sta mania di fotografare e pubblicare piedi, smalti, gatti, se stessi sfocati allo specchio per sembrare più fighi ed un’infinità di pietanze da fare invidia a Masterchef.

Se sto ancora qui è perché dopo tre anni amo ancora questo mezzo. Ringrazio la mia timeline per le tante ore di lettura in silenzio che mi ha regalato (tecnicamente si chiama “lurking” il leggere senza commentare). E tutte quelle belle teste che sanno scrivere tweet perfetti.

Visto che tra qualche giorno è pure il mio vero compleanno, stappo qualche birra e brindiamo?