La mostra

Per raccontare un po’ la storia del mio armadio, visto che a Milano da mercoledi 30 ottobre ci sarà una mostra dedicata agli armadi dei deejay della radio, ho cominciato a scandagliare  la  rete trovandoci, come sempre un pozzo di risorse. Piccola riflessione: “Ma come facevamo una volta?”. Ho assistito per caso ad un frangente  in cui il wi fi è venuto a mancare a casa dei mie genitori. Momenti di panico da assuefazione a Whatsapp, misti ad ansia da pc inerte, con attacchi di mancanza di posta elettronica.

Siamo schiavi, questa è la verità. Chiusa parentesi e torniamo a noi.

La storia della foto agli armadi è molto divertente, io mi sono sentita partecipe di un bel progetto che ha anche fini benefici (la vendita delle opere e del catalogo sarà devoluta a Dynamo Camp).

Dentro l’angolo che ho allestito ho messo tante scarpe, abiti e libri, dei quadri, degli oggetti a cui tengo, le scarpe da spinning e tante altre cose.  L’armadio è come il frigorifero, non ti piace mostrarlo in disordine o vuoto. Non faccio a caso questo paragone.

Oltre a riguardarmi il video di “In the closet” di Michael Jackson, per pura assonanza di titolo, perché nel video di armadi non v’è traccia, ma si può apprezzare una Naomi Campbell in tutto il suo fulgore di donna, ho riguardato anche quello dei Cure “Close to me” dove l’intera band suona dentro un armadio in un video ormai di culto. Ma in realtà la vera chicca a proposito di armadi è questo spot che la dice lunga sulle abitudini di uomini e donne. Noi, tutte a sbattere le ciglia e a sospirare davanti all’armadio da sogno di Carrie Bradshaw in “Sex and the city”, loro invece… guardate qui.

PS. La foto che ho postato si riferisce ad un dettaglio del backstage. Poi vi farò vedere il prodotto finale. (Oppure venite a vederlo alla mostra!)