Amsterdam, un cuore pulsante di vita… e di birra

Amsterdam è una delle mete obbligate per tutti coloro che al turismo “mordi e fuggi” vogliono accostare esperienze gastronomiche e vivere scampoli della social life di una grande città.

Europea ma multietnica perché Amsterdam, oltre alla sua risaputa tolleranza e civiltà, è ormai un crogiolo di culture e di razze che si riflettono ad esempio sulla molteplicità delle cucine e dei ristoranti. Su una cosa però tutti sono d’accordo. La birra è sempre quello che ci vuole, sia per accompagnare le diverse specialità sia per tirare il fiato tra un ponte e l’altro, tra un’esposizione d’arte e lo shopping. Un fiume di birra attraversa infatti in tutte le direzioni la città, esattamente come i canali. Ad Amsterdam si beve birra nei vecchi e tradizionali bruin cafè così come nei ristoranti e nei locali dove cittadini e turisti si ritrovano per tirar tardi la sera.

Amsterdam

Café Hoppe Appartiene alla prima categoria il Café Hoppe, un’unica stanza divisa per il lungo dal bancone dietro il quale lavorano a turno circa quindici persone. Due punti di spillatura, pochi tavoli di legno e sabbia finissima sul pavimento. Un arredamento così spartano si spiega con il fatto che l’Hoppe ha aperto i battenti nel lontano 1670 ma anche che gli olandesi che lo frequentano badano soprattutto alla sostanza. Birre spillate alla perfezione e a velocità impressionante, senza per questo mai saltare il passaggio preliminare in acqua fredda e il “taglio” conclusivo della schiuma; la Amstel poi è superlativa e se ne potrebbe bere una dopo l’altra. Alla settimana normalmente vengono spillati circa duemila litri di birra. Bevuta, va detto, da diverse generazioni mescolate insieme in una sorta di melting pot temporale. Supperclub Nato come casa occupata da artisti alternativi, è diventato il ritrovo più gettonato da un eterogeneo pubblico giovanile. Si cena sdraiati su materassi sistemati nel soppalco di una grande sala bianca, si assiste a performance di artisti vari e poi si balla fino a notte fonda.

Se dalla sala bianca, il Paradiso?, si scende al piano sotto, l’Inferno?, ci si ritrova pigiati nella calca, ma è forse qui che si vive l’esperienza più vibrante e di contatto. E se a cena si beve vino o Champagne, dopo, sia sopra sia sotto, cocktail e Heineken s’impongono a dispetto delle età, della razza e perfino della religione. Jimmy Woo Per entrare basta dimostrare di avere una personalità, quale essa sia, e non un certo reddito o il vestito giusto. Dall’atmosfera esotica, il Jimmy è un altro “must see” delle notti di Amsterdam.

Fino alle tre si possono incontrare giovani manager rampanti, belle ragazze ma anche fanatici dell’hip hop. Tutti mescolati insieme e accomunati dalla musica e dalla birra. Anche qui, come nella maggior parte dei ritrovi maggiormente in voga, si tratta di Heineken.