Bolleke, basta la parola…

Il tradizionale "bolleke" della De Koninck

Per assurdo, ma mica poi tanto, la notorietà di un brand raggiunge il massimo livello quando non c’è più bisogno di usarlo.

Facciamo un esempio concreto per far capire che, la nostra, non è una farneticazione. Nella splendida città di Anversa, nella regione belga delle Fiandre, vi basterà ordinare un “bolleke” per vedervi recapitare una birra firmata De Koninck. Il termine indica il tipico bicchiere, una sorta di “semisfera” nel quale è tradizionalmente servita la De Koninck ma, la cosa più significativa, è proprio determinata dal fatto che basta chiedere quel bicchiere, per avere la birra…

La fama della De Koninck per antonomasia ha raggiunto da tempo, lo scriveva già Michael Jackson nel 1991, lo “zenith” del successo: tanto che per poterla bere, insomma, non hai nemmeno bisogno di nominarla. Quella di De Koninck del resto, è una lunga storia in costante ascesa. La birreria è nata nel 1833, fondata da Joseph Henricus De Koninck che qualche anno prima aveva aperto i battenti di un suo locale.

Oggi la De Koninck è importata e distribuita in Italia da Dibevit Import. Due le specialità in gamma: la classica De Koninck e la “speciale” Triple d’Anvers. La prima ha 5,2% vol, colore ambrato e una bella struttura ed equilibrio. La Triple invece è più “impegnativa” con i suoi 8% vol. Ma ha note fruttate intense e una notevole profondità di gusto.

Dibevit le tratta solo in bottiglia da 33 cl. Voi però, ordinatele in “bolleke”…

Testi a cura di Maurizio Maestrelli