Buon compleanno Golden Gate!

Il Golden Gate Bridge

Il ponte più bello del mondo? Boh, non saprei dirlo. A me vengono in mente anche il Ponte di Rialto a Venezia e Ponte Vecchio a Firenze. Ma perché mettersi a fare “garetta” con i cittadini di San Francisco, fra i più amabili in generale del pianeta, nell’occasione del 75° compleanno del loro amato ponte sospeso, in costante verniciatura quotidiana (per mantenere il suo bel colore rosso fuoco), e festeggiato con fuochi d’artificio qualche giorno fa. Anche se non fosse il più bello in assoluto, il Golden Gate ha un fascino particolare. Le dimensioni innanzitutto, la sua “leggerezza”, il fatto di essere lì, nella baia di San Francisco e in una delle città più vivibili, più tolleranti e più libere del mondo.

Il modo migliore per festeggiarlo, se fossimo ovviamente da quelle parti, sarebbe quello innanzitutto di attraversarlo a piedi per poi raggiungere la vecchia zona un tempo cuore del movimento “Flower Power” ovvero Haight-Ashbury. E’ da queste parti infatti che ha trovato il suo quartier generale prima il movimento beatnik e poi quello degli hippies. Oggi sopravvive solo il ricordo, legato a vetrine illuminate con luci psichedeliche e a una vaga atmosfera di libertà radicale. Ma in zona c’è una vetrina del tutto particolare ovvero quella del Toronado. E’ da molti, me incluso, considerato uno dei migliori pub degli Stati Uniti. Eppure non è molto grande, né particolarmente ricco di ornamenti e orpelli vari. La sua vera forza risiede dietro il bancone, ovvero in una lista di birre alla spina da vertigini, folta delle migliori espressioni della rivoluzione birraria a stelle e strisce.

Del resto, al Toronado, oltre alle birre non c’è altro. Chi entra, entra per bere e chiacchierare, al massimo per buttare l’occhio su qualche partita di baseball o di football. Eppure, le due volte che ci siamo stati, c’era da attendere per ottenere la pinta desiderata. E comprare la maglietta simbolo del locale, quella che riproduce l’insegna con la famosa mano che stringe a pugno una pinta, è elemento distintivo del beer hunter globe trotter.

Abbiamo detto che al Toronado si servono solo birre. Vero, ma lo “stile San Francisco” si mette in luce anche qui. A letteralmente due passi dall’ingresso del Toronado, si apre la porticina del Rosamunde Sausage & Grill. E’ una specie di “buco nel muro” che però crea alcuni dei più buoni hot dog che abbia mai assaggiato. Alcuni, tra l’altro, con carni non del solito maiale, ma pure d’anatra o d’agnello. Salse e condimenti sono infine il tocco da maestro. Ma la cosa migliore di tutte è che non è necessario fare la spola da un posto all’altro. Per convenzione, per amicizia o, chissà, per l’ultimo scampolo della Summer of Love, ti puoi prendere un hot dog dal Rosamunde a mangiarlo a un tavolo del Toronado, con una birra al fianco. D’accordo, la cosa non avrà lo spirito rivoluzionario dei vecchi cittadini di Haight-Ashbury, ma resta un’esperienza piacevole da fare. Almeno, noi la rifaremmo di sicuro…

Testi a cura di Maurizio Maestrelli