Nostalgia di Filadelfia

Philly Beer Week

Nostalgia canaglia. Ecco, se addirittura mi ritrovo a citare il titolo di una delle canzoni del duo Al Bano & Romina Power, che non sono esattamente in cima alle mie preferenze musicali, vuol dire che sono proprio messo male. Ma, cercate di capire, lo scorso anno di questi tempi ero appena rientrato dal Belgio ed ero in partenza per Filadelfia e la sua Philly Beer Week. Ora mi trovo più o meno legato alla sedia per cercare di rispettare i tempi delle diverse consegne che incombono sulla mia testa… Quasi quasi invidio molti miei colleghi che sembrano essere costantemente impegnati in serate, degustazioni, verticali, orizzontali e oblique. Quando riusciranno a scrivere qualcosa, mi chiedo con grande invidia e un pizzico di sospetto… Ma, lasciamo perdere, magari su questo discorso ci torniamo… Qui il problema è un altro, semplice semplice: la Philly Beer Week edizione 2012 sta per ripartire, solo che io sono sulla sponda sbagliata dell’oceano. Mannaggia. Lo so che non dovrei lamentarmi troppo, in fondo l’anno scorso ero lì a divertirmi e il rimpianto è pur sempre meglio del rimorso. O no? Sia come sia, qualora qualcuno di voi che ha la tenacia di leggermi e magari sta meditando un salto in Pennsylvania la prossima settimana sappia che gode di tutti i miei favori e di qualche manciata (abbondante) di invidia.

A Filadelfia la Philly Beer Week 2012 inizia il prossimo primo giugno e dura fino al 10 dello stesso mese. Locali, birrerie e, buona parte, del popolo tutto ne sono coinvolti. E’ una festa che coinvolge pub, ristoranti e perfino hotel extra lusso. Cercherò quindi di darvi qualche dritta. La prima è l’alloggio. Se le finanze ve lo permettono non c’è niente di meglio che il Rittenhouse Square Hotel per riposare in pieno centro, ma anche per deliziarvi con una delle colazioni più stratosferiche che abbia mai sperimentato. Le loro eggs Benedict possono in due forchettate farvi scordare chi siete e permettervi una momentanea incarnazione in Rhett Butler (alias Clark Gable in Via col vento) o in qualsiasi altro gentiluomo vi venga in mente…

Riposati e freschi nello spirito, nella mente e nel corpo partite in pellegrinaggio. Il primo locale da vedere e vivere è certamente il Monk’s Cafe che, tra l’altro, è a due passi dall’hotel. Il locale non è molto grande, in compenso ha due banchi di spillatura. Avanzate fendendo la calca e raggiungete il primo che vi capita: gran selezione di birre dal Belgio e folta rappresentanza americana. Non andatevene senza aver spulciato la carta delle bottiglie, qualcosina di vintage salta fuori sempre.

Dopo il Monk’s è altrettanto d’obbligo ilFarmers’ Cabinet. Coincidenza vuole che pure questo sia facilmente raggiungibile a piedi dall’hotel (l’avevamo detto che era una scelta intelligente). L’ambiente è davvero molto bello, ma spesso pieno come un uovo. Passateci il primo pomeriggio e prenotate un tavolo per la serata. Al Farmers si mangia anche molto bene con un menu che parte dai salumi italiani, attraversa i formaggi americani (ne esistono di eccellenti) e finisce con foie gras e ostriche. Insomma, ci si fa anche una bella figura se chi è con voi non vuole esattamente avere solo a che fare con le birre. Che qui comunque restano il leit motiv del posto: americane molto interessanti, poi belghe, francesi, britanniche e pure italiane…

Terza e ultima tappa, ultima per modo di dire perché in realtà le tappe sono pressoché infinite, alla Nodding Head Brewery & Restaurant. Si tratta di un brewpub con una cucina che “pesca” un po’ dovunque nella cultura gastronomica degli States, dal “pulled pork” di tradizione hawaiiana al Cajun chicken breast come si fa, quasi, a New Orleans. Le birre prodotte in loco, l’impianto è visibile al piano superiore, sono tutte più che discrete con, andando a memoria e a gusto personale, una brown ale di nome Grog sugli allori…

Filadelfia… Quanti bei ricordi… L’ultimissimo è forse il migliore di tutti. Allora… in città si può prenotare una bella visita al centro storico. Ci si ritrova normalmente sotto il municipio e, con la guida, si cammina per visitare le case storiche e i simboli di Philly… Però durante il percorso si fanno delle tappe. Dove? Ma in alcuni buoni pub dove si ha giusto il tempo per una pinta. Noi abbiamo sperimentato con mano i ragazzi diPhiladelphia Urban Adventures e la cosa ci è piaciuta un sacco. Da rifare di corsa… Certo, se non fossimo sul lato sbagliato dell’oceano… frown

Testi a cura di Maurizio Maestrelli