2012: lo stato dell’arte della birra in Italia

 

Nel 2012 il settore birrario italiano ha proseguito il trend di crescita in termini di produzione iniziato nel 2010: 13,48 milioni di ettolitri prodotti, il + 5% rispetto al 2011. In valori assoluti la produzione dello scorso anno costituisce il secondo miglior risultato nazionale (degli ultimi nove anni) e riconferma l’Italia come decimo produttore europeo. Anche l’export, con 1,9 milioni di ettolitri esportati, è il linea con il record del 2011 (2,08 milioni) e dimostra come la birra prodotta in Italia si ponga ormai sul mercato mondiale in qualità di rappresentante del “Made in Italy”.

In linea di massima i valori economici registrati dal settore birrario nazionale risultano sostanzialmente stabili rispetto al 2011. Ma c’è una rilevante positiva: l’occupazione diretta è cresciuta da 4.520 a 4.700 addetti, pari al +4% e conta 144.000 addetti totali, e anche quella indiretta, attestatasi a 18.000 unità, ha segnato un +1,1%.

 

Ma veniamo ai consumi. Dopo tre anni di crescita moderata ma continua, nel 2012 hanno segnato un lieve arretramento attestandosi a 17.636.000 milioni di ettolitri (-0,4% rispetto al 2011). Ciò ha fatto scendere, di poco, anche il consumo pro capite: dai 29,8 litri del 2011 ai 29,5 litri del 2012. Lo scorso anno il consumo italiano è stato pari al 41,2%, contro il 37,4% del 2009. Anche se, è bene sottolinearlo, esso rimane dalle 3 alle 5 volte inferiore a quello dei paesi in testa alla graduatoria, e al di sotto di paesi a noi vicini, per storia e geografia, quali Spagna, Portogallo, Grecia e Francia. Inoltre, la contingente crisi economica ha generato alcune conseguenze, in parte in linea con fenomeni già segnalati negli anni precedenti e in parte nuovi, tra cui:

  • Una dimensione ancora più domestica. Relativamente ai canali distributivi, è proseguito anche nel 2012 lo spostamento dei consumi di birra dal cosiddetto Fuori Casa all’acquisto nella distribuzione moderna e tradizionale rispetto al 2011, il primo è sceso dal 41,8% al 41%, mentre il secondo è corrispondentemente salito dal 58,2% al 59%.

 

  • Uno spostamento verso i prodotti più economici. Altro fenomeno da segnalare è l’inversione di tendenza nei  consumi dei segmenti top: le Specialità sono ulteriormente aumentate dal 12,76% del 2011 al 13,40% del 2012, le Premium hanno perso più di due punti (dal 32,65% al 30,34%); e anche le Main Stream hanno segnato un lieve calo (dal 47,49 al 46,96%). Tutto ciò a vantaggio delle Economy (dal 2,12 al 2,23%) e, soprattutto, delle Private Label che hanno aumentato di quasi il 50% la propria quota.

Fonte: Annual Report AssoBirra (dati riferiti al 2012)