#salvalatuabirra: 6 motivi per dire no alle accise. Motivo #1

#1 In Italia la birra è l’unica bevanda a bassa gradazione alcolica a pagare le accise. E da noi le tasse sulla birra sono fra le più alte in Europa. Gli italiani pagano tre volte le accise di tedeschi e spagnoli.

L’accisa è un’imposta che si applica in tutta Europa sulla fabbricazione e sulla vendita di alcuni prodotti di consumo (bevande alcoliche, prodotti energetici ed elettricità, tabacchi) e concorre a formare il valore del prodotto al quale si applica. I Paesi europei stabiliscono le accise sulle bevande alcoliche in modo molto diverso: i valori dell’accisa applicata sulla birra nel nostro Paese sono molto più alti rispetto al resto d’Europa; il triplo di quelle di Germania e Spagna.

Le accise rappresentano solo una parte delle imposte che gravano sulla birra. Ad esse va aggiunta l’IVA (Imposta sul Valore Aggiunto) che si applica (sia in Europa che in Italia) al valore di un prodotto/servizio. Unendo queste due imposte, risulta che l’Italia sia uno dei Paesi europei con la più alta pressione fiscale sulla birra, in linea con Olanda e Francia, ma superiore ai più grandi Paesi produttori di birra (Germania, Spagna, Belgio, Austria).

Come mostra l’immagine, le accise penalizzano fortemente i consumatori italiani, che quando acquistano una birra versano al Fisco, includendo anche l’IVA, più di un terzo del suo prezzo di vendita. Non solo, oltre 500 produttori italiani perdono competitività̀ sul mercato interno e internazionale rispetto ai produttori di Paesi con accise sulla birra più basse.