La birra? Non solo d’estate…

La bella stagione in arrivo segnala il tempo migliore per la birra. Dati di vendite e consumo alla mano. Ma è tempo di sconfiggere i “luoghi comuni”, anche quelli più veri, e ribadire con forza che per la birra… la stagione migliore dura tutto l’anno

Le giornate si allungano, il sole inizia a scaldare e il pensiero corre alle vacanze. Storia banale, se vogliamo, ma immutabile. E così eccoci di nuovo di fronte alla “stagione della birra” ovvero ai mesi, si parte da giugno e si chiude a settembre, dove le vendite s’impennano fino a superare la metà dei volumi che si fanno durante tutto l’anno. Questo almeno secondo i dati di Assobirra e questo sempre che il meteo protegga produttori, venditori e publican dalla pioggia e da cali improvvisi della colonnina di mercurio.

Insomma, il discorso è trito e ritrito, tanto ormai da essere diventato un luogo comune. Ma, visto che è reale e tangibile, vale la pena spezzare l’ennesima lancia a favore di un concetto che, secondo chi scrive, è altrettanto “trito e ritrito”. Ovvero che la birra andrebbe bevuta, con moderazione e responsabilità ovviamente, durante tutto l’anno.

E perché questo? Per diverse ragioni la prima delle quali è data dal celebre detto “La birra non esiste. Esistono le birre”. Verità lapalissiana ma che si tende a ignorare. Facciamo un esempio didattico: in Gran Bretagna la normale gradazione alcolica delle birre da pub spesso non supera nemmeno i 4°. Sempre in Gran Bretagna però si producono birre, i barley wine, che di gradi ne fanno almeno 10°. Ora, è mai possibile che l’approccio, le quantità consumate e le modalità di consumo possano essere le stesse? Certamente no e mentre la pinta da meno di 4% vol è consumata in allegria, e ripetutamente, in una qualunque serata al bancone (che sia luglio o dicembre poco importa), il barley wine è degustato e sorseggiato, in dosi misurate e preferibilmente in autunno o in inverno. Nell’immagine, altrettanto stereotipata, della poltrona in pelle e camino acceso. Stereotipata ma indicativa del fatto che nessuno si sognerebbe di bere una birra da 12% vol a pranzo, sulla spiaggia e sotto il solleone.

Insomma, esistono birre diverse ed esistono diverse occasioni di consumo. Ma in qualunque periodo dell’anno si può trovare la propria birra ideale. Volete fare una prova? Facciamo così: vi suggerisco una birra, intesa come una tipologia, per ogni mese dell’anno e vediamo se la cosa vi può piacere…

A gennaio iniziate con una bock, a febbraio passate a una India Pale Ale, a marzo, per omaggiare San Patrizio, concedetevi una stout, ad aprile, con il risveglio della primavera, non c’è niente di meglio di una saison belga, a maggio, per segnalare la chiusura delle attività di produzione del lambic tradizionale, un lambic ma va bene pure una gueuze. A giugno i primi caldi vi porteranno a scegliere una lager chiara, mentre a luglio si va di pils e ad agosto, sotto il sole, rinfrescatevi con una blanche. Settembre poi può essere il momento per una birra d’abbazia o una trappista, a ottobre, se non trovate una birra alla zucca (pumpkin ale) per festeggiare Halloween, accontentatevi (si fa per dire) di una weizen bavarese. E, con il freddo che si fa più intenso, eccovi a novembre per una scotch ale ritemprante o una luppolatissima Double Ipa. E, infine, a dicembre festeggiate con un barley wine mentre a Capodanno potrete “fare il botto” con una birra “Champagne”…

 

Testo a cura di Maurizio Maestrelli