La Fisica svela due segreti della schiuma di birra

Dalla quotidianità domestica al gioco del pallone, solo per fare due esempi casuali, ci accompagna costantemente. Sto parlando della Fisica, quella con la f maiuscola. È tutta attorno a noi: le sue regole, infatti, normano gesti quotidiani e fenomeni ordinari anche se, per lo più, non lo sappiamo  o non ci facciamo caso. Non è affatto strano, insomma, che la Fisica si prenda cura anche di aspetti birrari sotto ai nostri occhi di continuo, svelandone retroscena inaspettati.

 

Come ad esempio il comportamento della schiuma che avrete visto spuntare dal classico boccale almeno un milione di volte. Lo sapevate che un cameriere ha molte più probabilità di rovesciare un caffè, rispetto a una birra, inciampando mentre porta il vassoio? Lo hanno scoperto alcuni ricercatori della Princeton University, nel New Jersey: anche un sottile strato di schiuma, infatti, sarebbe sufficiente a fermare la fuoriuscita dal bicchiere di un liquido sottoposto a una vigorosa oscillazione.

 

E tanto più la schiuma è densa e corposa, tanto più l'azione frenante risulterebbe efficace per contrastare l'effetto “altalena” a cui è soggetto il liquido nel bicchiere. Quindi, ad esempio, è sicuramente più stabile una stout di una lager, ma la regola varrebbe per tutti i liquidi: in sostanza, già con una schiuma di 3 millimetri l'azione frenante è innescata, arrivando poi a quota 3 centimetri è addirittura possibile non far cadere neanche una sola goccia.

 

Ma la Fisica ha “radiografato” la birra anche a proposito di un altro curioso fenomeno. Sapete perché, battendo (con una posata, per esempio) il collo di una bottiglia di birra piena e appena stappata, si verifica una vera e propria esplosione di schiuma? Lo hanno scoperto in tandem due team di ricercatori, uno dell'Università di Madrid, l'altro del CNRS francese.

 

La birra è densa di anidride carbonica in sospensione che, una volta tolto il tappo, già tende di per sé a fuoriuscire. Colpendo la bottiglia, s'innesca in pratica la frammentazione delle bolle di CO2. Queste si rompono, dividendosi in una miriade di bolle più piccole che tendono a risalire verso l'esterno molto rapidamente. Da qui la fuoriuscita tumultuosa.

 

Testo a cura di Daniele Pirola