All’inseguimento dell’oro verde

Sicuramente sapete che gli ingredienti materie prime essenziali della birra sono malto d’orzo (e altri cereali come riso, mais, frumento), lievito, luppolo e acqua. Ma siete sicuri di saperne abbastanza?

Io sono andata a scoprire qualcosa di più sul luppolo nella “valle dell’oro verde”.

Il colore dominante del mio ultimo viaggio in Slovenia è stato sicuramente il verde. Da un lato perché il territorio di questo piccolo stato europeo è coperto per oltre la metà da boschi, e siccome ogni anno vengono piantati più di un milione e duecentomila alberi, la quota è in costante aumento, tanto che l’occhio si perde con facilità nei suoi panorami per lo più costituiti da una meravigliosa natura intatta, dall’altro perché sono andata alla scoperta del luppolo. Ebbene sì, la Slovenia vanta una produzione di luppolo di tutto rispetto. Basta andare nella regione della Savinja, più precisamente nella valle della Bassa Savinjska (o Savinja, se lo scriviamo all’italiana) quindi nella parte orientale dello Stato, e su verso nord, per rimanere improvvisamente rapiti dalla bellezza di distese e distese di filari di luppolo.

Arrivando dall’Italia con l’automobile il cambio di panorama è improvviso e impattante. Sarà anche per il fatto che noi non siamo abituati a vedere alti filari di queste piante rampicanti nelle nostre vallate ma si scopre presto che questo territorio comprende ben tre quarti di tutte le piantagioni slovene di luppolo. La coltivazione di quello che da queste parti viene definito “oro verde” è quindi un’attività importante che caratterizza significativamente l’economia del territorio. In mezzo alla valle, il centro più importante della zona è Žalec ed è proprio dove vi suggerisco di andare, per scoprire molte curiosità sul luppolo e quindi sulla birra. Qui infatti c’è un bellissimo (anche per il fatto che si trova nei locali dell’ex essiccatoio per il luppolo) e interessantissimo museo, Ekomuzej (www.ekomuzej-hmelj.si), un Ecomuseo della coltivazione del luppolo e dell’industria della birra della Slovenia (vi suggerisco anche di prenotare una guida in italiano prima del vostro arrivo).

Qui si possono imparare moltissime cose e, sono sicura, dopo aver toccato con mano il luppolo guarderete il vostro bicchiere di birra in modo nuovo. Sì, perché se andate nella stagione giusta (siete ancora in tempo) basterà andare accanto al museo dove sono allestite le serre dell’Istituto di coltivazione del luppolo e dell’industria della birra della Slovenia per poter fare anche qualche passo sotto le fronde di luppolo e vedere da vicino come è fatto (a dire il vero si possono poi ammirare le piante nei vari stadi di crescita durante tutte le stagioni dell’anno). Nel museo vedrete quindi che esistono diversi tipi di luppolo che hanno forme leggermente diverse gli uni dagli altri e, naturalmente, rilasciano profumi e sentori diversi.

Se oggi in alcune delle birre che beviamo c’è anche luppolo sloveno bisogna dire grazie a Janez Hausenbichler, l’iniziatore della moderna coltivazione del luppolo in valle Savinjska, colui che viene ancora oggi definito il “il padre del luppolo”. Se, infatti, il luppolo era “sempre” esistito nella zona, è dal 1876 che in questa zona della Slovenia hanno incominciato a produrre luppolo in maniera professionale, influenzando inevitabilmente la produzione di birra su scala mondiale (il 95% del luppolo prodotto qui è destinato al mercato internazionale).

Lo sapete che il luppolo si può usare fresco, quindi nella sua versione “fiore femminile”, ma anche in pellet e in versione liquida? E lo sapete che il luppolo è “parente” dell’ortica? Immaginate come dovevano ridursi le mani dei raccoglitori… Anche se oggi ci sono meno ettari a disposizione di un tempo, e anche se la raccolta non avviene più a mano ma grazie all’ausilio delle macchine, l’importanza del luppolo nella produzione della birra è immutata.

Le storie sulla vita dei coltivatori di luppolo del passato e di oggi e gli utensili utilizzati in questo campo sono stati riportati a nuova vita nel museo, come anche numerosi prodotti a base di luppolo. Non vi stupirete quindi di trovare il luppolo come ingredienti di prodotti cosmetici e farmaceutici, come anche nei cuscini per facilitare il sonno, o in vendita a mo’ di tisana come rimedio per l’ansia e l’insonnia. Ma questa è tutta un’altra storia….

 

Testo a cura di Valentina Brambilla

 

[Photo credits: Valentina Brambilla]