La birra e la terra, legame inscindibile

La birra e la terra, un legame inscindibile. Dopo il viaggio virtuale attraverso le molteplici connessioni fra la birra e l'acqua affrontate nel post “La birra e il mare”, continua il nostro percorso alla scoperta delle infinite sfaccettature brassicole intrecciate agli elementi naturali.

 

Dalla terra la birra nasce. È dall'humus che l'orzo (in primis) acquista forza nutriente, cresce e matura. Per di più i cereali rappresentano la quintessenza materiale dei doni di Cerere, dea latina dell'agricoltura che alla “Cerevisia” – poi “Cervogia” –  ha impresso il proprio nome.

 

Il processo produttivo della birra “percola”, infatti, inesorabilmente attraverso la terra. Ma accanto all'orzo, al frumento e ad altre qualità di cereali impiegate nella preparazione del mosto, dalla terra viene anche tutto ciò che nei secoli è servito per insaporire ed impreziosire la bevanda. Dalle spezie utilizzate nell'antichità – o più recentemente dai mastri birrai belgi per la preparazione del melange noto come “gruit” – fino naturalmente al luppolo, amaricante che dal Medioevo in avanti ha saputo man mano imporsi nel processo brassicolo fino a diventare praticamente sinonimo della birra stessa. Pensate che il luppolo appartiene alla famiglia delle cannabacee: questa pianta ha un che di ‘magico’ perché, radicata in terreni diversi, si trasforma e diventa tanto diversa da risultar spesso irriconoscibile.

 

Dunque dalla terra si ottengono i cereali per la produzione ma anche i sali minerali, dei quali la birra è ricca. Si è conquistata l'appellativo di “pane liquido” proprio per la capacità di fornire all'organismo un apporto importante di sostanze nutritive. Pur essendo composta per il 90% d'acqua, la birra infatti contiene anche minerali quali potassio, sodio, calcio, magnesio, fosforo, rame e ferro.

 

E parliamo ancora di terra... questa volta “cotta”, legata ai primi vagiti della bevanda nella “mezzaluna fertile” abitata dagli antichi sumeri. Le prime testimonianze degli albori della birra ci sono giunte proprio attraverso tavolette d'argilla, vergate con la caratteristica scrittura cuneiforme sumera. La birra allora nasceva da pagnotte di farine di cereali cotte in forni di terra, poi miscelati con l’acqua e lasciati fermentare.

 

In conclusione, compiendo un acrobatico salto temporale, il legame tra terra e birra è ai nostri giorni ancora d'attualità, nel campo dell'edilizia per esempio. Si stanno sperimentando infatti con successo materiali innovativi ottenuti dagli scarti della lavorazione della birra: speciali mattoni ecosostenibili con una migliore efficienza energetica rispetto alla tradizionale argilla rossa.

 

Testo a cura di Daniele Pirola

[Photo credits: RaminusFalcon,  'Barley Fields']