La città che non t’aspetti…

Se la maggioranza dei turisti italiani quando “scrive” Olanda “legge” Amsterdam, trascura il fascino trendy e modernista di Rotterdam. Una città che merita davvero un weekend per le sue architetture innovative, per le gallerie di design e per la vibrante atmosfera serale. Da vivere tra una Heineken e l’altra…

Chi l’avrebbe detto… Rotterdam non è solo “quell’altra città olandese che finisce in -dam”, ma una città che merita un viaggio e una breve, ma intensa, permanenza. Noi l’abbiamo scoperta in un paio di giorni di cielo plumbeo e raffiche di vento, ma il suo fascino metropolitano ha fatto rapidamente breccia nel nostro animo.

Innanzitutto Rotterdam è città portuale. Ma detta così potrebbe sembrare poca cosa se non si spiegasse che il porto è immenso, il traffico marittimo gigantesco, i container colorati e impilati l’uno sull’altro sembrano mattoncini del Lego in attesa che un bambino gigante torni a giocarci. Fatevi un giro per il porto di Rotterdam, chiaramente in barca, e comprenderete quanto piccoli siano i singoli esseri umani al suo confronto. Poi, dimenticatevi il fascino sublime e un po’ retrò di Amsterdam, la sua ragnatela di canali incorniciata dalle classiche case olandesi alte e strette della ricca borghesia. Rotterdam è stata quasi del tutto ricostruita dopo la Seconda Guerra Mondiale perché il suo porto, da sempre un centro nevralgico, è stato sottoposto a una miriade di bombardamenti e i tremendi danni hanno pesato in maniera drammatica su tutta la città. Ma i suoi abitanti non si sono persi d’animo e hanno rialzato, letteralmente, il centro abitato. Solo che per farlo, invece di puntare su casermoni popolari e alienanti, hanno convocato tutti i migliori architetti del globo inducendoli a una sorta di sfida a chi costruiva il palazzo più bello, singolare, affascinante.

E oggi l’architettura di Rotterdam è il suo primo biglietto da visita. Piccoli grattacieli che sembrano sfidare la forza di gravità, case che, viste da fuori, sembrano cubi di Rubik… Il che, ma questa è una nostra idea, sembra aver ingenerato una specie di galleria d’arte moderna a cielo aperto. Le strade di Rotterdam e gli incroci stradali sono frequentemente arricchiti da sculture d’avanguardia, in centro sono numerose le gallerie di design e d’arte contemporanea. La ricostruzione ha davvero spinto la creatività degli artisti locali.

Rotterdam si gira facilmente a piedi, ma tenete d’occhio le piste ciclabili come ad Amsterdam quando le attraversate, e la sera si anima di una vitalità quasi insospettabile di giorno. La gioventù si ritrova nei caffè e nei locali e, durante il weekend, tira tardi a dispetto della temperatura, della pioggia e del vento. E che fa questa gioventù? Chiacchiera in capannelli, balla, si rilassa quasi sempre con una birra in mano. Che è, altrettanto “quasi sempre”, una Heineken. Il marchio birrario olandese più famoso nel mondo scandisce il ritmo della sera e crea un’atmosfera di amichevole socializzazione. Heineken è presente in tutte le svariate cucine offerte in città, dai classici broodjes con aringa (imperdibili!) ai diversi ristoranti etnici e fusion.

Noi vogliamo segnalarvi alcuni indirizzi che ci sono particolarmente piaciuti. In primo luogo fate una tappa al Proeflokaal Reijngoud (Schiedamse Vest, 148), una birreria d’angolo con tavolini all’aperto. Non enorme ma disposto su due piani, il Reijngoud offre una discreta selezione di birre olandesi e non accompagnata da una cucina da pub ma di qualità. Poi non perdetevi il Biercafé Boudewijn (Nieuwe Binnenweg, 53a-b), dove si cena in maniera semplice ma si può scegliere tra una carta delle birre molto interessante. E infine concludete la serata al De Witte App (Witte de Withstraat, 78), dove si concentra buona parte della movida grazie al dj set che tira tardi (fino alle 2 di notte) e dove si beve Heineken in mezzo a giovani locals…

È una città davvero che non t’aspetti, Rotterdam. Dal fascino cosmopolita e internazionale senza però apparire asettica e “neutra”, vitale e vivace come possono esserlo le città che hanno sofferto molto e che hanno saputo riprendersi, giovanile con dinamismo ma senza giovanilismo effimero. Una città da vivere più che da visitare. E, soprattutto, una città da bere. Immergendosi, calice in mano, nella sua atmosfera frizzante, originale e creativa…

Testi a cura di Maurizio Maestrelli