Roma, sette colli e una birra

Difficile non innamorarsi della capitale a prima vista. In ogni strada o vicolo del centro si respira la sua storia millenaria, godendo delle immagini da cartolina ma soprattutto scoprendo angoli sconosciuti ai turisti. Una città che, ogni sera, si anima

A molti è capitato di sentirsi chiedere quale sia la città più bella del mondo. Qualcuno si sarà posto la domanda. Qualcun altro avrà letto di numerose città definite, appunto, “le più belle del mondo”.

La lista è lunga: Venezia, Parigi, New York, San Francisco, Londra, Firenze… E ogni scelta ha le sue ragioni. Anche perché sono sempre ragioni personali. Ebbene, per noi, la città più bella del mondo è Roma. La più bella in senso stretto, per i suoi monumenti e le sue fontane, ma anche la più emozionale, per l’atmosfera a volte un po’ decadente e naif, ma sempre vitale a dispetto dei millenni che le hanno lasciato addosso tutti i segni possibili.

Roma ha mille sfaccettature, mille angoli di visuale: c’è la Roma dei Fori Imperiali e quella del Colosseo con i suoi finti legionari in cerca di turisti per la foto ricordo, c’è la Roma delle infinite auto blu, la Roma che ti stronca il fiato con i suoi sette colli e relative, moltiplicate per enne, scalinate, la Roma dei giardini, quella dell’isola Tiberina, e quella di Trastevere che ancora mantiene una sua verace specificità. C’è la Roma che si sveglia pigra al mattino e quella che tira tardi la sera, la Roma, meno bella effettivamente, del traffico e del parcheggio selvaggio e la Roma silenziosa di una barchetta a remi sul laghetto di Villa Borghese. Ognuno si scelga la sua Capitale personale, l’importante è trovare il tempo per andarci. Tutti i modi vanno bene: in treno, in aereo, in auto. Però, quando ci siete dentro, girate il più possibile a piedi. Perché, d’accordo, si può anche pensare che solo le tappe “ufficiali” meritino la visita, ergo il Vaticano, il Colosseo, la Fontana di Trevi e via di questo passo, ma in realtà ogni angolo di questa incredibile città può rivelare, inaspettatamente la sua bellezza.

Piazza di Spagna

Così qualche pietra incastonata in un palazzo in stile Ventennio fa parte dell’antico Stadio di Domiziano, scesi da Campidoglio, e girato a sinistra, vi appariranno i basamenti del Teatro di Marcello, sul quale i Romani delle generazioni successive hanno costruito un vero e proprio palazzo, in una piazza semina scosta si nascondono, appunto, le vestigia del Tempio di Adriano. Perfino le birrerie nascondono scampoli di storia. Un esempio è la Curia di Bacco, a due passi da Campo dei Fiori, uno dei cuori della movida notturna romana, che offre al suo interno una sorta di grotta antichissima. È quanto rimane del Teatro di Pompeo, costruito circa un secolo avanti Cristo, dove poi, così si dice, Cesare fu trafitto dai pugnali dei congiurati durante le Idi di marzo. Dove ti può capitare allora di bere una Heineken in un luogo altrettanto suggestivo e carico di storia? Ovviamente la scelta è ampliata anche, alla spina, a Birra Moretti La Rossa, a Erdinger Weizen e a Golden Fire Strong Lager, oltre a una notevole selezione di specialità firmate Bièrethèque.

La Curia di Bacco

Lasciandosi guidare da una cartina, o più semplicemente dal proprio istinto, il nostro consiglio è poi quello di raggiungere piazza Mastai dove al numero 18 si trova Il Baretto, un piccolo locale per dimensioni ma davvero originale e intrigante. Se dovete decidere dove fare l’aperitivo questo è il posto giusto: da un lato per il look un po’ anarchico e artistoide, dall’altro per le frequentazioni che includono personaggi del jet-set televisivo e cinematografico della Capitale e, infine, per la loro Heineken Extra Cold servita alla perfezione. Nel dehor ogni tavolino è unico, le sedute sembrano saccheggiate in qualche teatro dismesso e si va dalla poltrona “a immersione” fino alla seggiola in formica modello scuola dell’obbligo. Passeggiando però si scoprono anche i vicoli stretti del centro storico, quelli tanto per intenderci dove un turista non si avventurerebbe mai in auto (ammesso che sia possibile), si ammirano le vetrine dei negozi, si fa lo struscio per via Condotti al termine della quale, nemmeno fosse una scenografia di Cinecittà, si vede la Fontana della Barcaccia e, sollevando appena lo sguardo, la leggendaria Scalinata di Trinità dei Monti. Se non disdegnate a questo punto una deriva culturale, noi vi raccomandiamo i Musei Capitolini, quelli sul Campidoglio dove è posizionata la statua equestre di Marco Aurelio. Quella autentica è proprio all’interno dei Musei insieme a una impressionante collezione di opere dell’arte romana. Al termine della visita, salite al bar panoramico da dove si possono ammirare i tetti della città. Al bar si può accedere anche senza passare dai Musei, ma godersi una Heineken, la trovate pure qui, osservando il tramonto su Roma è davvero impagabile.

Draft Book

Verso sera le scelte birrarie ovviamente si moltiplicano. Se volete anche cenare, un buon indirizzo è sicuramente l’Irish Village sulla Ostiense. Localone ampio con una bella e romantica terrazza sul Tevere, ha nome irlandese ma vocazione polifunzionale e internazionale. A fine serata il Village si trasforma in un affollato discopub dove le birre, Heineken ma anche Murphy’s Irish Stout, scorrono a fiumi. Più di tendenza e tutto da vedere è invece, in pieno centro storico, il Fluid. Nome che si concretizza in pavimenti e tavolini “liquidi”, andate a scoprire cosa significa, in luce soffusa e splendido bancone. Una sorta di “alcova” dove vanno molto i cocktail ma dove non poteva mancare la colonna ghiacciata di Heineken Extra Cold. Assolutamente da non perdere, sia in fase aperitivo sia per concludere la serata. Non troppo distante c’è l’altrettanto originale Draft Book. Varcata la soglia la percezione è quella di essere entrati in una specie di libreria e in parte il Draft lo è, nel senso che chiunque può prendersi a prestito un volume sugli scaffali riportandolo dopo averlo letto. Altrettanto si può lasciare in prestito qualche proprio libro: doppione o straletto che sia. Ma tra una pagina e l’altra il Draft spilla ottime birre della famiglia Birra Moretti.

Fluid

Come il Fluid anche il Draft Book è di dimensioni contenute, ma l’appeal è notevole. A dimostrazione che non sempre si deve avere un locale enorme per renderlo interessante alla clientela. Molto meglio scegliere bene la propria offerta birraria, saperla gestire come si deve e creare infine l’atmosfera giusta. Questo sembra essere il segreto anche del John Cabot Pub, un po’ fuori zona per i turisti che affollano il centro monumentale, ma confortevole come un vero pub irlandese. Tutto legno scuro e birre in bella evidenza. Più, tanto per non sbagliare, old fashioned gioco delle freccette. Dopo averlo raggiunto, è davvero piacevole sorseggiare in compagnia del gestore una bella pinta di Murphy’s Irish Stout. Cosa aggiungere ancora? Roma è interamente tappezzata di monumenti antichi. Meglio ancora: è costruita sopra una rete di monumenti. Vicino allo stesso John Cabot avevano scoperto, mentre scavavano per un parcheggio sotterraneo, una serie di catacombe. Qualche anno di italica riflessione e successiva ricopertura… Ma è la dimostrazione che le sensazioni che si respirano in questa città, davvero eterna, sono uniche e impossibili da ripetere in qualsiasi altro luogo del mondo. Dovunque voi siate, siete parte della Storia. Quella con la Esse maiuscola. Non è entusiasmante tutto ciò?   Roma: come e dove Arrivare la Capitale è raggiungibile ottimamente in treno, che arriva a Roma Termini da dove si può poi prendere un taxi per raggiungere il proprio albergo. In aereo gli aeroporti di riferimento sono quelli di Fiumicino e di Ciampino collegati Easyjet da Venezia, Palermo, Lamezia e Milano Malpensa. RyanAir collega invece il solo Ciampino con Alghero, Cagliari, Bergamo, Trapani e Treviso. Se si arriva in auto conviene lasciarla, per il weekend, in un parcheggio a pagamento e girare la città a piedi. Albergo Hotel Majestic, Via Vittorio Veneto 50, Roma, (www.rome-hotels-majestic.com). L’albergo ospita anche il noto ristorante dello chef Filippo La Mantia. Guide Roma Incontri, Lonely Planet