La birra fa turismo

Sul fatto che gli “enoturisti” siano una realtà emergente non si discute, ma chi l’ha detto che solo il vino debba far palpitare il cuore dei viaggiatori? A noi, ad esempio, capita per la birra. E le possibilità non mancano…

Cosa diceva Goethe? Ah già: “Conoscere i luoghi, vicino o lontani, non vale la pena, non è che teoria; saper dove meglio si spini la birra, è pratica vera, è geografia”. Il vago sapore romantico di questa frase nasconde in realtà una concretezza tutta teutonica. Soprattutto se si pensa a un fenomeno emergente negli ultimi anni: quello del turismo enogastronomico. Emergente per modo di dire, perché basta andare a vedere il flusso di denaro che muove in Italia una giornata come Cantine Aperte per togliere l’eventuale sorriso che potrebbe essersi formato sul vostro volto all’idea di torme di festanti turisti che non vedono l’ora di varcare le soglie di una cantina in Toscana, in Piemonte o in Puglia.

E se il vino e il cibo sono ormai realtà manifeste, alla loro ombra sta crescendo pure un turismo della birra. Vi sembra una dichiarazione azzardata? Dati ufficiali non ci risulta che ci siano ancora, ma chi conosce il mondo dei festival birrari ad esempio sa già che non sono pochi i giovani italiani che si mettono in moto non appena sono ufficializzate le date del Great British Beer Festival, del Weekend de la Bière, dello Zythos Bierfestival, del Copenhagen Beer Celebration e l’elenco potrebbe continuare ancora…

Il sito dello Zythos, guarda caso, oltre a essere realizzato in francese e in fiammingo, lingue ufficiali del Belgio dove si tiene ogni anno, contempla una traduzione in inglese (linguaggio internazionale per antonomasia) e in italiano (scelta invece ben precisa da parte dell’organizzazione). E non vogliamo parlare in questa occasione dell’Oktoberfest di Monaco di Baviera, dove un fine settimana è tradizionalmente chiamato dai locali il “weekend degli italiani”.

E infine, oltre ai festival, ci sono le città. Bruxelles vanta forse il primato di arrivi birrai italiani. Una birreria leggendaria come Cantillon ha visto crescere in maniera quasi esorbitante la percentuale di visitatori italiani.

E non sono solo gli italiani a essere appassionati “birroturisti” (si dirà così?), altrimenti non si spiegherebbe il fatto che musei-attrazione come quello di HEINEKEN ad Amsterdam siano in vetta alla classifica di gradimento delle rispettive città e nazioni. Scalzando senza troppi problemi prestigiosissime gallerie nazionali d’arte.

E allora… Siamo sicuri che sia troppo presto per parlare ufficialmente di un vero e proprio “turismo della birra”?

 

Testo a cura di Maurizio Maestrelli.