Birra e alta cucina, “innovazione” di successo

Fare innovazione nel mondo della birra significa anche percorrere strade impensabili fino a pochi anni fa: da tempo Birra Moretti collabora con alcuni grandi chef del firmamento culinario italiano, dimostrando che la birra trova spazio anche sulle tavole più raffinate.

 

In Italia, dove il consumo di birra da alcuni anni è attestato sui 17 milioni di ettolitri e cresce la quota dei prodotti importati (lo scorso anno +30% sul 2013), fare innovazione è una scommessa non facile ma assolutamente necessaria. Ne ha parlato Alfredo Pratolongo, direttore comunicazione e affari istituzionali di HEINEKEN, in una conversazione con Pierluigi Vercesi, direttore di Sette, il settimanale del Corriere della Sera, ospitata Casa Corriere a Expo Milano 2015. Innovazione significa innanzitutto investire, da un lato, per far crescere la categoria e, dall’altro, per creare prodotti davvero nuovi, diversi rispetto a quelli tradizionali. Basti pensare a Birra Moretti, Official Beer Partner di Expo Milano 2015, che quest’anno ha lanciato Birra Moretti Le Regionali, una gamma di birre che valorizzano un ingrediente tipico dell’area geografica cui rendono omaggio (Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Toscana e Sicilia), e tre birre Radler, in un segmento che sta rivelandosi il più grande successo degli ultimi anni nel beverage.

 

Ma fare innovazione vuol dire anche esplorare territori nuovi: da una decina d’anni, Birra Moretti ha avviato una proficua collaborazione con alcuni grandi chef, a conferma che l’abbinamento tra la birra di qualità e i piatti dell’alta cucina è tutt’altro che azzardato. Tra le ultime iniziative vale la pena sottolineare che Birra Moretti Le Regionali sono il frutto della collaborazione con lo chef stellato Claudio Sadler e il presidente ASPI-Associazione della Sommellerie Professionale Italiana, Giuseppe Vaccarini. La birra, insomma, sta bene a tavola: d’altronde, l’80% delle birre bevute in Italia si consumano proprio in quel contesto.

 

Testo a cura di Gaetano Belloni

[Photo credits: MORINI & MONTANARI STUDIO]