EQUILIBRIO IN ETICHETTA

The Brewers of Europe ha annunciato a Expo che le birre europee indicheranno volontariamente ingredienti e informazioni nutrizionali per mostrare ai consumatori le qualità della bevanda

 

Ingredienti e informazioni nutrizionali, che per legge devono essere presenti sull’etichetta delle bevande analcoliche, saranno indicati anche sulle birre: è l’iniziativa, annunciata ad Expo, di The Brewers of Europe, che riunisce le associazioni nazionali dei produttori di birra di 29 Paesi europei (6mila birrifici, con una produzione di 390 milioni di ettolitri di bitta e 2 milioni di persone occupate). “Vogliamo – ha infatti spiegato Pierre-Olivier Bergeron, segretario generale di BoE – che i consumatori europei conoscano gli ingredienti della birra e che comprendano come questa bevanda possa rientrare in uno stile di vita equilibrato”. E attento all’ambiente: grazie all’ottimizzazione dei processi produttivi, secondo i dati di The Brewers of Europe, solo tra il 2008 e il 2010 si sono registrati un calo del 4,5% dell’acqua utilizzata, una riduzione del 3,8% dell’energia impiegata e una diminuzione del 7,1% della CO2 emessa. Ma i birrifici, sottolinea l’associazione europea dei produttori, stanno esplorando anche altre strade per diminuire l’uso delle risorse: ad esempio, i sottoprodotti come i cereali (le “trebbie di birra”) che una volta venivano avviati alla discarica, oggi possono essere riutilizzati come mangime negli allevamenti o produrre, in appositi “digestori”, biogas da impiegare nella generazione di energia “verde”. Non a caso proprio la birra è stata scelta come protagonista dell’iniziativa Product Environmental Footprint della Commissione Europea: si tratta di un progetto il cui scopo è quello di sviluppare una metodologia per calcolare l’impatto ambientare dei prodotti agroalimentari, in modo da aiutare i produttori a migliorare la sostenibilità.

Testo a cura di Gaetano Belloni

[Photo credits: Brewers of Europe]