La Birra è servita: mille abbinamenti Birra-Cibo

Mille abbinamenti birra-cibo: tutti i segreti per far bella figura a tavola

 

La birra è una bevanda che possiede le percezioni del gusto fondamentali: l’acido, il dolce, l’amaro e il salato; inoltre può essere analizzata secondo i quattro sensi principali: la vista, l’olfatto, il tatto e il gusto.

 

Gli elementi indicati sono importanti per la scelta della combinazione perfetta tra cibo e birra, un felice binomio da sempre apprezzato. Tramite la vista possiamo valutarne la schiuma e la trasparenza, grazie all’olfatto la forza o l’assenza di aromi, profumi e odori e attraverso il gusto e il tatto possiamo verificarne la frizzantezza, il corpo e la morbidezza.

 

La premessa è necessaria perché ai fini dell’abbinamento birra/cibo è importante riconoscere i segnali che provengono dai sensi coinvolti, al fine di ottenere un equilibrio delle sensazioni: l’affinità in queste circostanze è fondamentale. Se desideriamo che una birra e un cibo, accostati a tavola, esprimano ognuno il meglio di sé, nessuno deve sovrastare l’altro, ma le caratteristiche organolettiche dell’uno devono esaltare quelle dell’altro. Se in un piatto c’è un gusto prevalente la scelta ricadrà per analogia o per contrasto.

 

La relazione tra gli abbinamenti Il corpo della birra deve sempre essere in armonia con la struttura della pietanza. La prevalente sensazione amara della bevanda non deve mai sovrastare il cibo. L’amaro di alcune birre non deve essere abbinato a cibi delicati (come il pesce magro), ma a piatti con una modesta presenza dello stesso gusto. L’acidità (esaltata dalla freschezza della birra) e la frizzantezza hanno un’azione sgrassante che coadiuva il ruolo della saliva. L’azione solvente dell’alcol rende meno greve la sensazione di pesantezza presente in cibi eccessivamente grassi. Per ogni piatto la sua birra: il gusto dolce attenua l’acido, il gusto amaro rende difficile la percezione del salato, il gusto acido attenua l’amaro.

 

Impostare gli abbinamenti tra birra e cibo In cucina si parte da piatti freddi e poco strutturati per passare ai tiepidi più strutturati fino ai caldi molto strutturati. Così anche la birra richiede che venga rispettata la giusta sequenza di servizio. Si parte con birre dall’amaro assente e leggere di corpo, servite a temperatura più bassa, e si procede con birre più corpose e ricche, servite a temperatura superiore rispetto a quella iniziale. Per essere precisi la sequenza è la seguente: 1) prima le birre poco amare, le leggere di corpo e con intensità olfattiva tenue, poi le birre di corpo consistente, maggior ricchezza e persistenza retro-olfattiva 2) prima le birre che vengono servite a temperatura più bassa 3) prima le birre più secche, poi le abboccate e infine le dolci 4) prima le birre chiare, poi le ambrate e infine le scure.