A Tel Aviv la movida ha cinquemila anni di storia

 Una ciotola risalente alla Antica Età del Bronzo I (3500 a.C.) 

 

Nella città israeliana si beveva birra già nell'Età del Bronzo. Lo provano i frammenti di antichissimi recipienti scoperti dagli archeologi in pieno centro

Ogni sera, la vita di Tel Aviv si anima nei bar alla moda affacciati sulla passerella in legno del porto di della città. E lo stesso accade nei duemila ristoranti e locali notturni che, dal centralissimo Rothschild Boulevard al quartiere bohemien di Neve Tzedek, rendono tanto frizzante la vita nella città israeliana. Tel Aviv fu fondata solo 106 anni fa, e la movida qui è esplosa appena da un decennio o due. Eppure, che quelle migliaia di giovani festanti ne siano consapevoli o no, c’è qualcosa di ancestrale nel piacere con cui si gustano un bicchiere di birra (bevanda che qui va per la maggiore). Qualcosa che affonda le sue radici in oltre 5mila anni di storia. Lo hanno provato recentemente gli archeologi della Israel Antiquities Authority: accorsi a effettuare uno scavo d’emergenza nell’area del Ponte Ma’ariv, in un’area del centro cittadino dove sorgerà una serie di torri per uffici, hanno trovato 17 pozzi dell’Età del Bronzo I (3500-3000 a. C.) contenenti centinaia di frammenti di grandi recipienti di ceramica usati per preparare la birra. I vasi erano fabbricati con paglia, secondo una tecnica tipica della tradizione degli Egizi, popolo che della birra, realizzata con orzo fermentato cui si aggiungeva un concentrato di frutta, aveva fatto la bevanda nazionale (nel delta del Nilo sono stati portati alla luce microbirrifici del IV millennio a.C.). Così, la scoperta degli archeologi diretti da Diego Barkan, ha avuto un duplice esito: dimostrare che gli Egizi si erano spinti più a nord di quanto non si pensasse fino ad ora e, soprattutto, che la birra si beveva oltre cinquemila anni fa.

 

 

Testo a cura di Gaetano Belloni

[Photo credits: Credits: Yoli Shwartz, su gentile concessione dell’Israel Antiquities Authority]