E la mia birra suona il rock

I primi a inaugurare il trend sono stati gli Iron Maiden. A loro si sono poi aggiunti altri gruppi musicali che hanno scelto come seconda attività quella di trasformarsi in produttori di birra

La loro birra suona il rock. E questa volta le note sprigionate sono quelle del luppolo. Cresce il numero di band musicali che, lasciando da parte per un attimo microfono, chitarra e batteria, si dedicano ad altri suoni: quelli della birra versata nel boccale. Rockstar che, quindi, vestono i panni di produttori. I nomi scelti per i prodotti sono spesso derivati da un loro album o singolo brano. Il tutto per la gioia dei fan disposti a tutto pur di accaparrarsi una lattina firmata dai loro idoli. Apripista di questo fenomeno sono gli inglesi Iron Maiden, un culto per gli appassionati di heavy metal, il cui frontman, Bruce Dickinson, che si dichiara autentico beer lover, ha finanziato la produzione del marchio Trooper (nome ripreso da un loro storico pezzo), dove la referenza di punta è una Ale al forte sapore di malto con retrogusto agrumato e volume alcolico del 4,7%. Non si è fatta attendere la risposta dei coetanei Status Quo che, a loro volta, si sono lanciati sul mercato con Piledriver Beer (anche in questo caso il naming deriva da un disco della band), birra ambrata dove spiccano aromi fruttati, con grado alcolico pari al 4,3%. Il gruppo rock di Manchester Elbow ha, invece, puntato su una Golden Ale chiamata Charge, mentre il cantautore Ed Harcourt è l’artefice di una birra dai toni affumicati denominata Dark Heart, dall’anima decisamente robusta e gradazione alcolica del 6,8%. Hanno, invece, siglato un accordo con un birrificio di Newcastle, i Maximo Park, molto seguito dagli amanti dell’indie rock. Da questa partnership è nata Maximo no.5, rossa Pale Ale distribuita per la prima volta lo scorso anno durante i concerti del gruppo. Non solo rock, anche il rap ha il suo rappresentante birraio: si tratta di Stephen Manderson, in arte Professor Green, che tra una rima e l’altra ha partecipato alla scelta degli ingredienti per una Pale Ale chiamata Remedy. Il trend dall’Inghilterra è poi sbarcato anche negli Stati Uniti, con alcuni casi simili che hanno avuto come protagonisti i Mastond, anche loro heavy metal, che hanno prodotto Black Tongue, una scura Indian Pale Ale consigliati a palati esperti e con tasso alcolico dell’8,3%.
 
Testo a cura di Gaetano Belloni.