“Di una bottiglia di birra, quasi la metà se la beve il fisco”

Secondo l’ultimo report di AssoBirra, in Italia sale la produzione ma i consumi rimangono stabili e si orientano verso prodotti economici. Anche a causa dell’aumento della pressione fiscale arrivata al 46%.

Le accise hanno segnato un +117% rispetto al 2003

Nonostante il periodo di crisi e l’aumento della pressione fiscale sul settore, in Italia il 2014 è stato un anno positivo per la birra, che ha visto salire la produzione del 2% (trainata da un +3,5% di export) per un totale di 13,521 milioni di ettolitri. Eppure, secondo il report relativo allo scorso anno presentato dall’associazione dei produttori, AssoBirra, il consumo (confermando il trend degli ultimi 10 anni) si è attestato su livelli sostanzialmente “piatti” e si è spostato sempre più in casa (il consumo domestico rappresenta il 57,4% del mercato, contro il 54,5% degli anni pre-crisi) e verso prodotti più economici. L’Italia, sottolinea il documento, resta comunque il decimo produttore di birra in Europa, nettamente staccato dai Paesi in testa alla graduatoria (Germania, Regno Unito e Polonia), ma comunque davanti a Paesi di consolidata tradizione birraria come Austria, Danimarca e Irlanda.
La vera anomalia italiana, secondo l’associazione, è rappresentata dalle accise che, sottolinea il report, “tra il 1° gennaio 2003 e il 1° gennaio 2015 sono più che raddoppiate, segnando un +117%, pari ad uno degli incrementi fra i più alti d’Europa. Se alle accise, poi, si aggiunge l’IVA, salita nello stesso periodo dal 20% al 22%, il carico fiscale sulla birra risulterà aumentato di oltre il 120%”. Un rincaro che gli italiani, secondo un’indagine Doxa-AssoBirra, non hanno preso bene: per 7 italiani su 10 le accise sono “una tassa nascosta”, spesso sconosciuta ai cittadini; per il 64% sono “un modo semplice per lo Stato di fare cassa senza risolvere i problemi”, mentre il 95% ignora che l’aumento del prezzo della birra sia dovuto alle accise. Che invece, spiega Filippo Terzaghi, Direttore di AssoBirra, “hanno subito tre aumenti: a ottobre 2013, gennaio 2014 e gennaio 2015. Oggi su una birra da 66 cl (il formato più venduto in Italia) comprata al supermercato al prezzo di 1 euro, il consumatore paga 46 centesimi di tasse fra accise e Iva. In altre parole, quasi un sorso su due se lo beve il Fisco. Provocando una serie di effetti negativi sul settore: nei pochi Paesi europei in cui la fiscalità sulla birra raggiunge livelli analoghi a quelli italiani, infatti, anche le altre bevande alcoliche sono soggette a una tassazione relativamente elevata. In Italia, invece, la birra è l’unica bevanda da pasto ad essere soggetta ad accisa, in proporzione pari a quattro volte quella Germania e tre volte quella della Spagna, mentre l’accisa sul vino è pari a zero e quella sui superalcolici inferiore alla media UE”.
Proprio a causa degli alti livelli di tassazione, spiega AssoBirra, si è assistito ad un sostanziale stop anche dell'occupazione, ferma a 136mila unità. Eppure, secondo l’associazione, il 44% delle imprese birrarie sarebbe pronta ad assumere nuovo personale se le accise tornassero al livello pre-aumenti del 2013. E per quanto riguarda le vendite, il report sottolinea la forte pressione promozionale sul prodotto, che nel 2014 ha superato il 44% contro il 28,5% medio dei prodotti di largo consumo. Il risultato è che quasi una birra su due negli scaffali della grande distribuzione organizzata è in offerta.
________________________________________________________________________________
 
IL SETTORE DELLA BIRRA IN ITALIA (dati Assobirra)
 
13.521.000 ettolitri prodotti in Italia nel 2014
1.995.000 ettolitri esportati nel 2014
17.729.000 ettolitri di birra consumati in Italia nel 2014 (+1% rispetto al 2013)
136.000 posti di lavoro, fra diretti, indiretti e indotto allargato (come nel 2013)
4 Miliardi di € di entrate annue per lo Stato (tra Iva, accise, contributi, ecc.)
1 Miliardo di € investiti ogni anno in Italia nell’acquisto di beni e servizi
3  Miliardi di € di valore aggiunto
29,2 litri di birra pro-capite bevuti in Italia nel 2014
42,6% birra venduta in Italia nel mercato “fuori casa”
57,4% birra distribuita in Italia nella GDO e nell’alimentare tradizionale
 
Testo a cura di Gaetano Belloni

 

Photo credits: AssoBirra