Fantasia e qualità all'Erba Brusca

Lungo il Naviglio Pavese, appena fuori città, si trova il piacevole "Erba Brusca", ristorante che ha fatto dei prodotti del territorio la propria bandiera, come per le erbe raccolte direttamente dall'orto a pochi passi dalla cucina.
Curioso che a valorizzare così le eccellenze italiane sia una chef nata in North Carolina, da undici anni in Italia.
Ma la curiosità è ben soddisfatta da un menù bonsai. Pochi piatti ma di grande fantasia e qualità. Tra gli antipasti abbiamo assaggiato il Gazpacho di pomodoro e anguria con feta sarda e menta, fresco e saporito. Da provare anche la Panissa di ceci con insalata di rucola, zucchine alla griglia, cipollotti e semi misti. Appunto, meraviglie dall'orto.
Per i beerlovers suggeriamo di accompagnare l'antipasto con la rara Ichnusa cruda: una birra che vi soddisferà appieno. Piatto forte, tra i primi, gli spaghetti con vongole, tartufo ed erba brusca. Qui le vongole hanno fatto qualche chilometro in più ma sono freschissime.
Da provare anche il risotto con crema di zucchine, menta e castelmagno, particolare e nobile formaggio piemontese.
Un secondo da suggerire è la tarte tatin di pomodori, crema di melanzane, ricotta di pecora, polvere di capperi e basilico. Piatto ben bilanciato e gustoso.
Apprezzati gli ottimi dolci, fatti in casa, tra i quali una meringata che vale il viaggio.
Il locale è accogliente sia all'interno che nelle due piacevoli verande esterne, delle quali una dà direttamente sul giardino, perfetta in estate.
Carta dei vini monumentale con vasta scelta italiana e numerose proposte francesi ricercate.
La nostra scelta è caduta su di un Soave Monte Alto di Ca’ Rugate e su un Fiano di Rocca del Principe.
Conto in linea con una cucina di qualità e due menù disponibili di 4 portate a 32 euro o di 6 portate a 45, ma tutto il tavolo mangerà i medesimi piatti.
 
Testo a cura di Andrea Radic