La più antica ricetta della birra è in un cantico religioso sumero

L’“Inno a Ninkasi”, dea della birra, risale a 5.200 anni fa e spiega come veniva prodotta la birra

“Quando dalla vasca si versa la birra filtrata, è come le onde del Tigri e dell’Eufrate”. Anche se potrebbe benissimo adattarvisi, non è lo slogan dell’imminente Oktoberfest ma la più antica ricetta per la produzione di birra, risalente a 5.200 anni fa e ritrovata nell’attuale Iraq. Una bevanda che ai sumeri piaceva talmente tanto da adorare la dea della birra, Ninkasi (il cui nome, non a caso, significa “Signora che produce la birra”). E incidere su pietra i passaggi necessari alla produzione, sotto forma di una canzone, oggi conosciuta come “Inno a Ninkasi”, che fa parte dell’ “Epica di Gilgamesh”.

“Tuo padre è Enki, Signore della creazione; tua madre è Ninti, la regina del lago sacro – è il testo del cantico -. Tu sei colei che maneggia l’impasto, e con una grande pala mescola in una fossa il bappir (un pane d’orzo cotto due volte, ndr) con aromi dolci, mescola in una fossa il bappir con datteri e miele. Tu sei colei che cuoce il bappir nel grande forno, e ordina le pile di cereali mondati. Tu sei quella che bagna il malto steso a terra, tu sei quella che mette a mollo il malto in un vaso. Tu sei quella che stende la pasta cotta su grandi stuoie di canne, tu sei colei che tiene con entrambe le mani il mosto dolce. Quando dalla vasca si versa la birra filtrata, è come le onde del Tigri e dell’Eufrate”.

Una vera e propria ricetta per la produzione di una birra però decisamente diversa da quella che conosciamo oggi: aveva un vago odore d’aceto ed era particolarmente torbida. E soprattutto era molto densa, tanto che gli archeologi la paragonano a un “pane da bere” o a una “birra da mangiare”.

 

Nel 1989 un birrificio americano, l’Anchor Brewing Company, ha prodotto un'edizione limitata di questa birra (preparata in base all’antica ricetta sumera) con l’etichetta Ninkasi: una birra che, grazie a miele e datteri e all’assenza di luppolo, è risultata notevolmente più dolce delle birre attuali.

Testo a cura di Gaetano Belloni

[In foto: Stendardo Reale di UR, facciata della pace, 2600 a.C. (British Museum, Londra)]