UNA CUCINA PRECARIA CHE DIVENTA ERRANTE

L’appuntamento di oggi ci dà la possibilità di conoscere Anna Buganè, una giovane donna piemontese che da tre anni condivide parte della sua vita e tante idee nel blog cucinaprecaria.it, non solo ricette e racconti, ma anche pagine di riflessione e rubriche scritte da selezionati amici, che come lei amano il variegato e meraviglioso mondo della cucina. Le abbiamo chiesto di parlarci dei suoi progetti già realizzati e di quello che si aspetta arrivino con il nuovo anno alle porte.

 

“Cucina Precaria” è un blog ed è così che sei conosciuta in rete, in realtà il tuo nome è Anna e oltre ad essere una blogger sei una mamma e una donna entusiasta di natura, ci racconti com’è nato questo spazio virtuale e perché hai scelto di chiamarlo così?

 

Cucina Precaria nasce ufficialmente nel marzo del 2012, ma visto che nulla si crea e tutto si trasforma, il blog non è stato altro che un mettere on-line un pezzo di me e della mia esistenza che avevo voglia di condividere. Cucina precaria è il luogo che accoglie la mia precarietà raccontata dal posto che mi piace di più, la cucina. La precarietà è un modo di essere, un cammino fatto su una fune, cercando un costante equilibrio che nel mio caso viene dal buon cibo!

 

Sei molto attenta alle tematiche che riguardano una sana alimentazione, non ultima la rubrica settimanale sul blog dedicata alla cucina vegana; pensi che ci possa essere uno spazio anche per la birra in un approccio tale al cibo?

 

Sono la regina delle contraddizioni, ospito sul blog una rubrica dedicata alla cucina vegana che m’incuriosisce molto soprattutto quando racconta ingredienti nuovi e non si limita semplicemente a “togliere” e poi preparo la trippa per il compleanno di mio papà. Io credo che si possa convivere con se stessi e con il mondo quando si decide di aprire molto le braccia e la mente. Viva la birra e viva tutti gli ottimi buoni prodotti, l'eccellenza e le cose cucinate e prodotte con rispetto e cura possono e devono convivere in un equilibrio che ognuno di noi trova e non impone al resto dei commensali.

 

Vivi nel cuore del Piemonte e sei molto legata a questa terra, qual è una meta che suggeriresti a chi volesse trascorrere un fine settimana nella zona delle Langhe e Roero?

 

Sono piemontese, nasco e vivo ad Alba, nel mio sangue però c'è una bella abbondanza di Emilia e di tortellini. Ci ho messo tanto ad amare la mia terra, non l'ho mai sentita davvero mia, ma invecchiando ho sentito la necessità di mettere radici e la terra di Langa è buona. Io vivo a Neive che è un comune meraviglioso, tra i Borghi più belli d'Italia, dalla finestra di casa mia intravedo la torre di Barbaresco, le mie radici sono nel patrimonio Unesco. 

Amo la Langa ma ho nel cuore L'Alta Langa che è un territorio selvaggio, incontaminato e costellato di realtà autentiche portate avanti da chi rispetta il territorio per davvero. Fatevi un regalo e andata a Sale San Giovanni, un paesino che è una perla, circondato da campi di grano e in primavera una lavanda che non ha nulla da invidiare a quella della Provenza.

 

Mi piacerebbe ci parlassi di almeno tre piatti che pensi siano perfetti se abbinati ad altrettante birre e siamo curiosi di sapere se hai mai utilizzato la birra come ingrediente di una ricetta.

 

Amo la birra che mi è mancata moltissimo nei mesi di gravidanza e allattamento.

Sono una ragazza semplice dai gusti semplici, amo le chiare e le rosse doppio malto che secondo me stanno bene con: lo stinco di maiale (affogato nella birra), il risotto con il radicchio (e la birra), la tempura (con la birra).

 

Credo fortemente nel potere sgrassante della birra che accompagno nelle rare ma goduriose occasioni in cui friggo!

 

Continueremo a seguire i tuoi progetti, cos’hai in programma per i prossimi mesi? Vorremmo ci salutassi con un’anteprima.

 

Il blog nasce con un secondo fine, quello di raccontare la mia cucina e pezzi di me, ma soprattutto vive con l'intento di portare la mia cucina a casa delle persone. Da settembre ho le mani in pasta al mio progetto di #cucinaerrante, un laboratorio dove poter cucinare le emozioni e i ricordi e trasformarli in piatti da portare a casa delle persone. Sto lavorando molto, dietro le quinte, credo che nell'anno nuovo ci sarà un posto dove finalmente potrò spadellare per davvero, ho tutto incrociato.

Testo a cura di Francesca D'Agnano