Bere consapevole: i giovani spiegano come si fa

Anche in Italia il consumo moderato di alcol è una prerogativa dei millennial. Paura di stare male fisicamente, di incappare in sanzioni amministrative alla guida, o finire su qualche social in pose imbarazzanti. Sono queste le tre ragioni di fondo che spingono gli under 40 ad avere un approccio moderato nei confronti del consumo alcolico

A dare il buon esempio sono proprio i giovani. Consumare alcol in maniera moderata, per i cosiddetti ‘millennial’, è una prerogativa. Tanto più che oggi ci sono i social media pronti a riprendere tutto e creare possibili situazioni di disagio. Una foto pubblicata su Facebook, per esempio, rischia di mettere in imbarazzo chi viene immortalato dopo una serata in cui si sono superati i limiti. Conviene, quindi, fare attenzione perché abusare con le bevande alcoliche crea problemi di salute e, come appena affermato, anche d’immagine.

A sostenerlo è una ricerca internazionale commissionata da Heineken in cinque paesi (Usa, Gran Bretagna, Olanda, Brasile e Messico) su un target di millennial, suddivisi in egual misura tra uomini e donne. Lo studio ha messo dunque in evidenza che il 75% degli intervistati ha dichiarato di controllare il proprio consumo alcolico quando esce la sera con gli amici, mentre per un 38% questo self control è quotidiano. Inoltre, oltre un giovane su tre si è trovato a essere schernito per essere apparso ubriaco in una foto pubblicata sui social media.

Un’altra ricerca, commissionata sempre da Heineken ma in Italia e realizzata in collaborazione con la società Duepuntozero Doxa, che ha interpellato un campione composto da giovani italiani dai 20 ai 35 anni, giunge a conclusioni analoghe a quelle degli altri paesi. Indagando sulle motivazioni che portano una persona a bere in maniera consapevole, sono emerse tre indicazioni principali. Innanzitutto, il timore di stare male dopo avere alzato troppo il gomito. Per questo il 48% degli interpellati afferma di smettere di consumare alcol quando si accorge di avere smarrito lucidità e concentrazione, un 45% se avverte i primi giramenti di testa, mentre un 29% ha dichiarato di porre fine alla bevuta nel momento in cui emergono sintomi legati a stanchezza e sonnolenza. Altro fattore che spinge a non superare i limiti si lega alle eventuali sanzioni amministrative, ben note al 75% dei giovani italiani. La sospensione della patente è uno spauracchio molto diffuso tra i millennial. In quest’ottica, il 92% evita di mettersi alla guida se ritiene di avere bevuto troppo, l’83% affida a un amico sobrio l’incarico, mentre chi si ritiene adatto a guidare afferma sempre di stare molto attento a non infrangere i divieti di velocità. Spesso, però, a scegliere chi dovrà mettersi al volante a fine serata sono gli stessi amici. Secondo la ricerca, infatti, il guidatore è selezionato in base a quanto ha bevuto, come sostenuto dal 56% del campione. Una piccola minoranza (7%) decide, invece, di affidarsi all’utilizzo dell’etilometro per valutare la reale presenza di alcol nel sangue. Infine, la terza ragione è dettata da criteri d’immagine, che rischia di essere rovinata per una futile ragione, come appunto l’eccesso di alcol. Chi vuole a tutti i costi evitare che la sua reputazione venga messa in discussione tiene in considerazione due buone abitudini: evitare di consumare alcol a stomaco vuoto (63%) e alternare l’acqua alla bevanda alcolica, come scelgono di fare quattro su dieci e ben la metà delle donne.

Testo a cura di Gaetano Belloni