Birre di fermentazione spontanea

Le birre di fermentazione spontanea, chiamate anche “Champagne del Belgio”, sono peculiari della zona Payottenland, nei pressi di Bruxelles, e devono le loro caratteristiche specifiche ai lieviti che si trovano per natura nell’aria.

Questi lieviti vengono a contatto con il mosto, si moltiplicano e provocano la trasformazione degli zuccheri in alcol. In questa grande famiglia di lieviti naturali è possibile individuarne alcuni chiamati “Batteriomyces Bruxellensis” e “B. Lambicus”. La birra prodotta seguendo questi passaggi prende il nome di “Lambic”, diventato poi anche un marchio che può essere utilizzato solo per le birre prodotte con questo metodo tradizionale e fermentate con i lieviti di cui vi abbiamo parlato prima. La Lambic prodotta partendo da una miscela di orzo e frumento non maltato (che non può essere inferiore al 30%) è realizzata da ottobre ad aprile, perché i lieviti, con le più alte temperature dell’estate, potrebbero dar luogo a fermentazioni anomale. La birra prodotta durante l’inverno matura dopo la prima estate e può già essere bevuta come “prodotto giovane”, ma poiché la maturazione prosegue nel tempo può essere lasciata maturare per una seconda o per una terza estate, ottenendo così un prodotto invecchiato. La Geuze è una miscela di varie Lambic che proseguono la fermentazione in bottiglia, senza alcun intervento ulteriore,  chiamata anche lo Champagne del Belgio per il tipo di schiuma, per il sapore secco e perché imbottigliata nelle classiche bottiglie da Champagne. Fanno parte delle birre di fermentazione spontanea anche le fruttate Kriek alla ciliegia e le Framboise ai lamponi.