Quello che le donne dicono

Il gentil sesso esorta gli uomini a moderare il consumo di alcol che, se smodato, potrebbe rovinare l’intera serata con loro. Questo il messaggio veicolato attraverso la nuova campagna che Heineken ha promosso a favore del bere responsabile

Una serata in dolce compagnia può prendere una brutta piega e degenerare quando il consumo di alcol supera i limiti. Ne sanno qualcosa le donne protagoniste della nuova campagna di comunicazione Moderate Drinkers Wanted firmata da Heineken, che sconsolate vedono il proprio fidanzato guastare tutto a causa della mancanza di moderazione.

Il filmato dello spot è stato realizzato come fosse un videoclip musicale e, la prima inquadratura, si sofferma su alcune ragazze all’interno di una discoteca che, a turno, fanno i conti con il partner che ha perso il controllo: dal brutto addormentato sul divanetto a quello incapace di reggersi in piedi e guidare l’auto, fino a quello che si fa cacciare dal locale. In tutti i casi il colpevole è lo stesso: l’elevato consumo alcolico. Di fronte a questo comportamento indecoroso, il gentil sesso si sente tradito e reagisce ‘cantandone’ quattro al compagno, senza però usare toni aggressivi, preferendone di più leggeri e ’scanzonati’, ma comunque assertivi. Ecco quindi che, sulle note della celebre ‘Holding out for a hero’ di Bonnie Tyler, le donne dello spot si lanciano in un collettivo appello canoro invocando al proprio fianco un vero gentleman, che sappia bere con moderazione e senza eccedere, perché solo così ai loro occhi potrà davvero essere un eroe. Lo spot è visibile su YouTube e successivamente sarà veicolato anche su altri media in 30 diversi paesi, tra i quali l’Italia a partire dalla prossima primavera.

Con questa nuova campagna dedicata al bere consapevole, la quinta in Italia negli ultimi dieci anni, Heineken aggiunge un ulteriore lavoro alla piattaforma di comunicazione ‘Enjoy Heineken Responsibly’, che ha l’obiettivo di promuovere una corretta informazione a favore del consumo responsabile.

Testo a cura di Gaetano Belloni