Una bella e innovativa "storia italiana di birra"

Presentato a Milano "Qualcosa di bello - Una storia italiana di birra", il volume che celebra i primi quarant'anni di HEINEKEN Italia. Una vicenda appassionante, nella quale l'innovazione ha giocato un ruolo fondamentale: solo negli ultimi cinque anni l'azienda vi ha investito 65 milioni di euro, arrivando nel 2014 a ricoprire il 33% dell'innovazione dell'intero comparto beverage e il 53% di quella del settore della birra.

Oltre quarant'anni di attività all'insegna dell'innovazione, durante i quali ha saputo dare impulso e identità a tutto il settore birrario del nostro Paese: HEINEKEN Italia celebra una lunga e avvincente avventura imprenditoriale in "Qualcosa di bello - Una storia italiana di birra", il libro curato da Alfredo Pratolongo, direttore comunicazione e affari istituzionali della società, con il fondamentale contributo di Piero Pierron, negli anni Novanta amministratore delegato e oggi presidente di HEINEKEN Italia e di Assobirra. Il volume è stato presentato lo scorso 26 novembre a Milano in occasione della tavola rotonda "Passato, presente e futuro della birra in Italia", ospitata dal Corriere della Sera e moderata da Luciano Fontana, vicedirettore del quotidiano.

 

E proprio l'innovazione ha fatto da ideale "fil rouge" del dibattito introdotto da Piero Perron, che ha individuato in questi 40 anni due momenti-chiave per lo sviluppo del mercato: "Il salto fondamentale fu alla fine degli anni Settanta con la famosa campagna di Renzo Arbore, che comunicò la naturalità della birra e generò un raddoppio dei consumi. Negli ultimi anni, la birra ha saputo innovarsi anche negli usi, ritagliandosi un ruolo importante in cucina". Durante il dibattito si è parlato molto dell'importanza della filiera produttiva. Mario Guidi, presidente di Confagricoltura, ha sottolineato che "ogni anno produciamo in Italia 100.000 tonnellate di orzo, anche se dobbiamo importare il 60% del malto che serve alla birra italiana. Dobbiamo creare una filiera che qualifichi la birra come prodotto italiano, spingendo sulla leva dell'innovazione tecnologica e del miglioramento genetico dell'orzo". Ad Alfredo Pratolongo è spettato il compito di raccontare come HEINEKEN Italia ha declinato in questi anni il valore della sostenibilità: "Per noi è stata una scelta strategica, che significa local sourcing, consumo responsabile, impegno a diminuire i consumi di risorse naturali e anche nuovi prodotti, come Birra Moretti Baffo d'Oro, realizzata esclusivamente con energia rinnovabile".

 

Primo produttore di birra in Italia con il 29% di quota di mercato e un fatturato consolidato 2014 di 943 milioni di euro, HEINEKEN Italia ha fornito un grande contributo economico e sociale al Paese: "Produciamo e commercializziamo in Italia - ha affermato l'amministratore delegato Edwin Botterman - oltre 5 milioni di ettolitri di birra, con 2000 dipendenti diretti e circa 1000 indiretti, senza contare i 34.000 dell'indotto. Dal 2008 al 2014 abbiamo generato un apporto economico complessivo pari a oltre 3,6 miliardi di euro". Inutile dire che l'innovazione ha giocato un ruolo fondamentale in questo successo. "Una sfida difficile per una bevanda con oltre 6.000 anni di storia - ha aggiunto Botterman - legata alla tradizione e originalità della ricetta, eppure fattore imprescindibile per la crescita dell'azienda e per rivitalizzare un comparto stabile da dieci anni". HEINEKEN Italia sull'innovazione e sviluppo punta concretamente: basti pensare ai 65 milioni di euro investiti in questo ambito nell'ultimo quinquennio, di cui 16 milioni nell'ultimo anno. Grazie a questo impegno l'Innovation Rate della società - ovvero il valore percentuale che indica il fatturato proveniente dai prodotti innovativi nei primi tre anni dal lancio sul giro d'affari globale - si è attestato al 6,3% nel 2014. Sempre lo scorso anno, grazie ai nuovi lanci, il contributo di HEINEKEN Italia all'innovazione del settore beverage è stato pari al 33% e ha toccato il 53% nell'ambito del mercato birrario. "In questi anni abbiamo lavorato sui prodotti, inaugurando la categoria delle Birre Radler e lanciando, nell'anno di Expo Milano 2015, la linea Le Regionali Birra Moretti, valorizzando sempre ingredienti tipici italiani. Abbiamo innovato anche nei formati - vedi Heineken Mini, la prima birra in bottiglia da 15 cl - e nelle modalità di consumo con THE SUB, non solo oggetto di design, ma strumenti che permette di spillare la birra perfetta a casa propria". Non a caso, l'Italia è il Paese dove maggiormente vengono proposte e testate le novità che verranno poi immesse sul mercato.

 

 

Lo chef stellato Claudio Sadler, tra i "padri" delle Regionali Birra Moretti, ha chiuso il dibattito con alcuni aneddoti ed esempi dell'ormai consolidato matrimonio tra la birra e la cucina: "Siamo partiti da piatti come la zuppa di crauti cucinati nella birra, il 'birramisu', la pasta lavorata con farine integrali usando la birra al posto dell'acqua, arrivando a manifestazione come il Premio Birra Moretti Grand Cru, che dimostra come le giovani leve apprezzino la birra quale ingrediente e accompagnamento perfetto per molti piatti".

 

Testo a cura di Gaetano Belloni