Bere birra aiuta a salvare il reef

Un attivista britannico ha fondato in Australia un birrificio che devolve la metà dei propri profitti a un’associazione ambientalista che da 50 anni si batte per salvare la Grande Barriera Corallina

 

Bere birra può contribuire a salvare la Grande Barriera Corallina. Un imprenditore australiano, James Grugeon, ha infatti fondato la Good Beer Company, il cui obiettivo è quello di investire i profitti della vendita della Great Barrier Beer nella conservazione marina.

Grugeon, ambientalista che precedentemente lavorava per un gruppo governativo britannico che aiutava le famiglie meno abbienti a risparmiare sulle bollette energetiche, ha raccontato in un intervista al Guardian che da anni il suo sogno era quello di fondare un birrificio sostenibile: “il bello – spiega – è che usi una cosa che piace a tutti, come bere birra, per raccogliere fondi per beneficenza”. Fino a pochi mesi fa, però, il progetto dell’attivista britannico era rimasto tale. A cambiare tutto è stata la sua visita in Australia, dove è rimasto impressionato dalla Grande Barriera Corallina e dalle controversie che attorno a questa meraviglia naturale si sono sviluppate negli ultimi anni, con gli ambientalisti da una parte e il progetto di costruire un porto carbonifero nelle sue acque dall’altra.

Grugeon ha così deciso di dare finalmente attuazione alla sua idea di birra sostenibile: appoggiandosi a un produttore locale, la Bagara Brewing Company, e raccogliendo il denaro necessario attraverso il crowdfunding, ha fondato la Good Beer Company e iniziato a produrre la Great Barrier Beer: metà dei profitti della vendita della birra verranno destinati alla protezione del reef grazie a un accordo con l’Australian Marine Conservation Society, organizzazione che da mezzo secolo si batte per la protezione dell’ambiente marino della Grande Barriera Corallina.

“Per ora – ha spiegato Grugeon al quotidiano britannico – la produzione è limitata, ma se come speriamo l’azienda riuscirà a crescere, potremo raccogliere ottimi profitti da destinare alla protezione dell’ambiente naturale”.

 

Testo a cura di Gaetano Belloni