Una birra in viaggio con Ilaria Barbotti

L’intervista di oggi ha come protagonista Ilaria Barbotti, donna energica e sempre in viaggio, che ha fatto della sua passione un lavoro: raccontare il territorio attraverso immagini e parole, condividendo le emozioni. È possibile incontrarla un po’ ovunque, sembra quasi che goda del dono dell’ubiquità, percorrendo chilometri e chilometri in treno, aereo o auto. Nessuna distanza la spaventa e sa come rilassarsi con una buona di birra quando la fatica sta per assalirla.

Ciao Ilaria, la prima domanda è: da quale luogo stai rispondendo a questa intervista? Scherzi a parte, è un piacere conoscere qualcosa in più di te, professionista della comunicazione inarrestabile e instancabile. In che modo ti descriveresti a chi ancora non ti conosce?

Ora sono a casa; tra un viaggio di lavoro verso Milano e il prossimo tour di promozione turistica in Nepal (sì, parto ad Aprile per Katmandu).

A chi non mi conosce posso dire che sono una nomade digitale che collabora con aziende e agenzie per creare progetti divertenti e coinvolgenti col web, che mi diverto nel farlo e che sono sempre alla ricerca di cose nuove e stimolanti da fare e condividere.

Nel tuo libro “Instagram Marketing” edito da HOEPLI racconti del famoso social network che sta vivendo anni di successo e crescita. Se dovessi immaginare di scattare tre foto con protagonista la birra in che luoghi lo faresti?

Amo la birra e in quest’ultimo periodo ne sto scoprendo la parte più seria e professionale dato che il mio compagno è un home brewer. Così mi capita di bere spesso birre particolari…che fotografo nelle colline marchigiane, luogo bellissimo al tramonto. Fotograferei sicuramente al mare e infine mi piacerebbe scattare un foto birrosa in una meta esotica tipo Caraibi.

Chi ti segue sa che sei una marchigiana doc, un’amante della sua terra orgogliosa di promuoverla e farla conoscere. Quali sono le eccellenze famose e non che rendono le Marche motivo di orgoglio italiano?

Le Marche sono prima di tutto un posto in cui si vive bene, per questo ho deciso di non lasciarle anche se il tipo di lavoro che faccio avrebbe richiesto un domicilio diverso. Si mangia bene, si beve bene, ci sono luoghi magici spesso sconosciuti come ad esempio il Tempio del Valadier a Genga, i mille borghi sospesi sulle colline, il Conero con la spiaggia dei Sassi Neri che si raggiunge solo a piedi o a nuoto, cittadine come Ascoli, che ha il centro storico tutto in travertino. Su cibo e vino/birra posso menzionarvi: olive ascolane fritte, i vincisgrassi, il tartufo di Aqualagna, e poi il Verdicchio ottimo bianco, il Rosso Conero ma anche i tanti micro birrifici che sono nati e cresciuti negli ultimi anni sul suolo marchigiano e che stanno creando prodotti di altissimo livello. Provare per credere!

Facendo un tuffo nel passato, ci sono episodi della tua vita che ricordi con piacere associati ad una birra sorseggiata con il tuo compagno o con gli amici?

La birra è sinonimo di amicizia, affetti e risate (almeno per me). La bevo con gli amici, col mio compagno, a cena. Con la birra ho sempre bei ricordi, uno in particolare è bizzarro e legato al mio compagno. In generale, devo dire che le birre, nell’ultimo periodo, mi hanno avvicinato ancora di più a mio padre.

Se dovessi scegliere tre piatti da mangiare accompagnandoli a una fresca birra chiara quali sarebbero?

Con una chiara si può mangiare tutto. A me piace mangiarci anche la pasta, un bel primo col sugo buono, sicuramente una buona pizza crudo, funghi e salsiccia (la mia preferita).

 

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Intervista a cura di Francesca D’Agnano