Nel 2017 le vendite di birra crescono ancora del +5,6%: gli italiani premiano la qualità

Sono dati confortanti quelli che emergono dall'ultima rilevazione di IRI, gigante delle analisi di mercato a supporto della crescita delle aziende del largo consumo, che registrano una aumento di oltre il due punti percentuali - a fine 2016 - delle vendite di birra in particolare nel canale degli Ipermercati, Supermercati e Libero Servizio Piccolo. Il trend positivo si è confermato in questi primi cinque mesi del 2017, spinto anche da un'estate particolarmente afosa, con dati che fanno segnare - a fine maggio - un +5,6% a volume e +4,1% a valore, confrontato con lo stesso periodo dell'annata precedente. E non finisce qui, perché agosto si preannuncia infuocato, in tutti i sensi. 

Un'impennata dei ricavi che coinvolge l'intero comparto del settore della distribuzione e vendita e che vede in qualità di indiscusse protagoniste le birre speciali, sempre più apprezzate dagli italiani (strong lager, birre di frumento, trappiste e birre d'abbazia, birre ambrate). Da sottolineare, poi, anche l'ottima tenuta delle lager e delle pls chiare a media gradazione (standard, premium ed economiche) che continuano a occupare saldamente il segmento più ampio di mercato, rappresentando 4/5 dei volumi complessivi. Birre economiche in calo, a conferma che il consumatore italiano preferisce bere un prodotto dall'identità ben definita

Infine, una parentesi dedicata alla geografia del consumo, con la distribuzione delle vendite per area geografica che vede il Nord Ovest leader incontrastato (32% volumi, 33% valore), segue il Nord Est con una quota del 22-23%, il Sud con 22% a volume e 20,5% a valore e - ultimi, ma non per importanza - il Centro e la Sardegna che si confermano zone "beer-addicted" con uno stabile 24%. Da sottolineare che la regione dei Quattro Mori ribadisce il suo ruolo storico di regione a maggior consumo pro-capite di birra in Italia. 

 

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